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Mostri, veleni e mafia

 

“Non chiamateli mostri” (di Antonella Graziani, Valentina Valente e Michele Vollaro), “La Forestale dei veleni” (di Andrea Tornago, Davide Gangale e Silvia Sciorilli Borrelli), “Che fine ha fatto la roba dei boss?” (di Giuseppe Pipitone e Silvia Bellotti). Sono le tre inchieste finaliste della seconda edizione del Premio giornalistico intitolato a Roberto Morrione, che verranno presentate a Riccione il prossimo 7 Settembre all’interno della XIX edizione del Premio Ilaria Alpi, quando sarà annunciata la graduatoria. I tre lavori d’inchiesta televisiva affrontano argomenti molto delicati e complessi, tra cronaca, storia e analisi sociale. Il crudele e inumano commercio di esseri umani dalla Romania all’Italia: i disabili ridotti in schiavitù e costretti a mendicare lungo le nostre strade. Poi il mistero delle indagini condotte dalla Guardia Forestale di Brescia sull’inabissamento di navi che trasportavano rifiuti tossici: un lavoro investigativo che fu interrotto dall’alto, subito dopo la morte oscura di uno dei suoi principali animatori, il Capitano di corvetta Natale De Grazia. La terza inchiesta si occupa delle contraddizioni e delle opacità nella gestione dei beni confiscati alla mafia, in Sicilia, e degli effetti della “legge La Torre”.

Tre temi diversi, tre punti di vista originali che hanno suscitato commenti molto positivi tra i membri della giuria del Premio Roberto Morrione che si è riunita il 3 Settembre 2013, a Roma, presso la sede di rappresentanza della Regione Emilia-Romagna, per scegliere il vincitore della seconda edizione del premio giornalistico. “Stavolta la qualità dei lavori” ha sottolineato la Presidente di giuria Marcella Sansoni riportando un sentimento comune “è stata superiore a quella dello scorso anno. Il premio in onore di Roberto deve servire proprio a questo: a favorire i giovani più tenaci e competenti”.

Nella giornata di premiazione il Premio Roberto Morrione proporrà inoltre “La piramide dell’economia cannibale”, un dibattito moderato da Stefano Lamorgese, con Jérôme Fritel, Alessandro Tartaglia Polcini e Gianni Dragoni, durante il quale verrà proiettata, per la prima volta in Italia, l’inchiesta “Goldman Sachs, la banque qui dirige le monde” di Jérôme Fritel. Sarà l’occasione per riflettere non soltanto sui contenuti dell’inchiesta dedicata al moloch finanziario statunitense, ma anche sulle difficoltà e le opportunità che incontra sulla propria strada chi voglia realizzare inchieste giornalistiche di qualità, con un occhio particolarmente attento alla macchina produttiva.

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