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Berlusconi vincerà le elezioni. Alleanza Pd-Grillo può fermarlo, ma non ci sentono

 

Berlusconi ha un piano segreto per andare alle elezioni? Si, ma è quello di sempre. La grazia non ci sarà, ed ogni tentativo di dargli un salvacondotto fallirà, ne uscirebbero dissolte la legalità, la Costituzione ed il Pd sarebbe destinato a fare la fine dei socialisti greci, passati dalla maggioranza relativa al nulla, nel giro di pochi mesi. Berlusconi sa bene che questo è il momento per tentare la carta della disperazione: quella delle elezioni che, comunque, gli garantirebbero un solido gruppo parlamentare, legato a doppio filo a Lui, alla sua famiglia, al suo patrimonio. In questo momento si tornerebbe al voto con il Porcellum. La Lega non potrebbe rifiutare l’alleanza e così tutta la destra, anche quella estrema.

I centristi potrebbero cedere alla tentazione di una destra non più guidata, almeno nominalmente, da Berlusconi senior. A tutto questo si aggiunga il controllo che continua ad esercitare sulle tv pubbliche e private, come ha confermato la recente trasmissione, a reti semiunificate, della videocassetta con il proclama anti giudici. Questo consentirebbe una campagna elettorale rapida, con la vecchia legge elettorale e con la possibilità di disporre delle principali piazze mediatiche. Perché mai dovrebbe rinunciare a questo ben di di Dio?

O la grazia o il voto, aveva detto qualche giorno fa e questa sarà la sua stella polare, anche perché ha capito che la strada del presidenzialismo, della riforma costituzionale, della ” punizione” ai suoi giudici, non sarà facile, anzi sarà quasi impossibile. Naturalmente questo piano potrebbe saltare se tutti gli altri partiti decidessero di dar vita ad una maggioranza costituzionale che, prima del voto, mettesse mano alla legge elettorale, al conflitto di interessi, alla riforma della fonte di nomina delle Autorità di garanzia e della Rai, per fare solo qualche esempio.

Per ora i segnali non sono incoraggianti. Grillo sembra non pensarci proprio. Il Pd è alle prese con il suo perenne congresso. Sino a quando le cose resteranno ferme, Berlusconi potrà continuare ad avere il pallino in mano, ma se solo una boccia dovesse cominciare a rotolare, allora per lui tutto potrebbe precipitare e questa volta in modo irreversibile.

da “Blitz Quotidiano”

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