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Sicurezza sul lavoro: Sonia Alfano, “l’Italia fa orecchie da mercante”

 

“Chi ha seguito le mie attività fin dall’inizio, saprà che mi sono spesso occupata di sicurezza sul lavoro: un tema riguardo al quale l’Italia continua a fare orecchie da mercante. E’ lavorando a questo che ho conosciuto Marco Bazzoni (nella foto), trentanovenne operaio metalmeccanico di un’azienda fiorentina. Nel febbraio 2003, Marco è stato eletto Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), cioè colui che rappresenta i lavoratori davanti al datore di lavoro per tutte le questioni attinenti la sicurezza. Non si è fermato all’impegno all’interno della sua azienda, però: ha iniziato a scrivere a giornali, tg, trasmissioni di attualità. Lo ha fatto per sensibilizzare gli organi di informazione sul dramma delle morti sul lavoro, dal momento che se ne parlava solo quando c’erano gravissimi infortuni”. Lo scrive l’europarlamentare Sonia Alfano sul suo blog.

“In questi dieci anni Marco ha dedicato tantissimo tempo alla salute e sicurezza sul lavoro, sacrificando buona parte del suo tempo libero, informando, studiando, denunciando carenze. Nel 2009 ha fatto una denuncia alla Commissione Europea, che il 30 Settembre 2011 ha portato all’apertura di una procedura d’infrazione contro l’italiaper violazione della direttiva europea 89/391/CEE sulla sicurezza sul lavoro e il 21 Novembre 2012 ad emettere un parere motivato contro l’Italia che, nonostante il termine di due mesi, non si è adeguata. Ritengo che quella di Marco Bazzoni sia una battaglia giusta e sacrosanta. Per questo ho messo il mio staff e la mia persona a sua disposizione, portando la sua voce dentro il Parlamento Europeo. Nell’ ultima delle interrogazioni depositate, chiedo alla Commissione per quale ragione l’Italia, nonostante abbia avuto due mesi di tempo per adeguarsi al parere motivato, non lo abbia fatto, ribadendo le proprie posizioni nel tentativo, subdolo, di far archiviare la procedura d’infrazione. Ma la domanda essenziale è: come mai, nonostante il mancato adeguamento dell’Italia, la Commissione non ha avviato il deferimento alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea? Mi auguro che Marco Bazzoni ottenga l’attenzione e la disponibilità del Parlamento italiano, adesso. A nome di tutti i lavoratori italiani, io lo ringrazio per lo straordinario contributo che sta dando al nostro Paese, attraverso una nobile battaglia”.

http://www.soniaalfano.it/2013/06/07/sicurezza-sul-lavoro-litalia-fa-orecchie-da-mercante/

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