Sei qui:  / Articoli / Interni / Povera Gambaro, poveri noi…

Povera Gambaro, poveri noi…

 

“Alla fine l’hanno fatto” diceva lei e l’altra, coetanea, poco più di settant’anni, dal balcone davanti, “‘sti fiji de ‘na…” “Zitta! Che sei matta? Se ti sente quello del terzo piano, quello è grillino, grilletto, come se chiamano già ‘sti cosi?”. “Ma vo’ mette cor senatore, Andreotti nostro? Ma mai se sarebbe permesso de fa’ ‘na cosa così brutta, così cattiva…” “E mo’? Mo’ che l’hanno cacciata che farà ‘sta povera fijia? Mo’ che c’aveva trovato ‘n lavoro, un posto sicuro, solo quatro, cinq’anni, ma bono, contributi, tredicesima, ferie pagate, e mo’?” “A me mo ‘o chiedi? Speramo solo che nun se metta in fila per cerca’ un posto… chesso’? A le poste o a l’ospedali. E nno’,  perché mi fijio c’è sta a prova’ da ‘n anno. ‘N altra in più… Ce mancava”. Poi un rumore di tapparelle che salgono: e’ dal terzo piano. “Ciao France’ ” “Ciao Mari’ ” e svelte sgattaiolano in casa, chi a guardare se anche il Tg da’ ‘sta notizia amara, chi a lavare un po’ di cicoria prima che si faccia tardi per la cena.

Roma e’ sconvolta, l’Italia non ne parliamo. La rete ha deciso: la Gambaro, rea d’aver detto che il re giullare e’ nudo, che ha perso le elezioni in Sicilia, va cacciata. D’altro canto, “bella de zio”, ma te lo ricordi? Già in campagna elettorale Grillo stava con gli occhi di fuori: “chi non è d’accordo fuori dai …. ” ci siamo capìti. Lo dovevi sapere anche tu. Mica si può andare in Parlamento facendosi votare da otto vicini, tredici parenti, due conoscenti e un pirla raccattato su Facebook che aveva chissà quali mire e poi rappresentare le proprie idee e gli italiani insieme. Li’ devi “attaccare l’asino dove vuole il padrone” mica attaccare il padrone…

La rete ha deciso, la paura ha consigliato: tutti compatti e uniti sennò la pacchia finisce. Guarda Crimi come s’è fatto tondo. Avrà preso sei, sette chili, guadagna in un mese quello che prima alzava in un anno, tutto ‘sto benessere mica te lo danno gratis. E cosi’ l’Adele va via. Tra la riprovazione generale del mondo della rete e del movimento e in una giornata tesa: ostruzionismo grilletto alla Camera. Hanno parlato tutti, un minuto a testa, qualcuno avrà detto giusto il suo Iban ma “e’ la Democrazia” dicono, mica si può far tutto in Democrazia. È la più rigida delle forme di governo: si sa e a chi non va bene “fuori dai …. ” Si stanno mobilitando per una raccolta firme anche quelli di “Nessuno tocchi Caino” e antichi nostalgici, ex bimbi delle colonie del Littorio tornano a sperare. Che bei giorni stiamo vivendo.

In Parlamento si sono anche minacciati, grilletti e non, “ti do’ un pugno che t’ammazzo” e’ finito nel verbale della Seduta di Montecitorio, che belle parole, piene di solidarietà, partecipazione, finalmente ci si scalda il cuore con la politica tornata agli antichi impegni, alla ritrovata forza. Sembra ancora di sentire nella piazza web risuonare quelle antiche parole di una piazza lontana nel tempo e nel mondo: “volete Barabba o volete Gesù?”. Si sa: la piazza, mettila come vuoi, sceglie spesso Barabba.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE