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L’ipocondria di massa creata e diffusa dai media

 

Il giornalista Paolo Attivissimo ha sentito l’esigenza di crearvi apposta un blog, ormai di grande successo. Le bufale, di differente natura, dimensione e diffusione, insediano sempre di più, infatti, la nostra ricerca di informazione anche a causa dell’inflazione di dati, notizie, commenti, opinioni, statistiche, grafici, immagini prodotta dalla rete e dall’utilizzo delle nuove tecnologie e piattaforme informatiche-connettive. Ai problemi derivanti dall’eccesso di informazione si dedicano alcuni testi con approcci e focalizzazioni differenti.

L’ “ABC delle Bufale”, portato in Italia da De Agostini (www.deagostini.it), seleziona e smonta le leggende metropolitane, i falsi miti ed i luoghi comuni più popolari sulle cose che “fanno male” e quelle che “fanno bene”, personaggi ed eventi storici, episodi biblici, la pericolosità di certi insetti, invenzioni, conquiste e scoperte e tanti altri argomenti interessati su cui, di solito, si annidano credenze che non hanno alcuna “base scientifica”. In quasi 200 pagine raccolte in un formato classico con copertina rigida, Andrea Barham ridicolizza centinaia di convinzioni che, pur prive di fondamento, si sono tramandate nei secoli dei secoli, di generazione in generazione, nelle nazioni e nei sistemi culturali più disparati non solo per l’ignoranza popolare, ma anche per quella del sistema mediatico: “gli spinaci sono ricchi di ferro”, “la birra ghiacciata disseta”, “Hitler era vegetariano”, “Walt Disney si fece ibernare”, “usiamo solo il 10 per cento del nostro cervello”, “i pipistrelli sono ciechi”.

Davvero spassoso il primo capitolo dedicato all’arte, alla letteratura ed allo spettacolo, in cui si smontano dicerie varie, alcune incredibilmente assurde, su personaggi famosi di ogni epoca. L’autore dimostra, ad esempio, che Harpo Marx non era affatto muto, chiarisce definitivamente i natali di Errol Flynn (era australiano) o che il pittore francese Toulose-Lautrec non era nano. Certo, il libro non è affatto esaustivo, dato che di bufale mondiali se ne sarebbero potute raccogliere molte di più: sarà per la prossima edizione, probabilmente…

Alle bufale meno clamorose e che continuano, in molti casi, ad ingannare anche persone di elevata istruzione, come giornalisti di qualsiasi redazione nazionale, si dedica invece “La Pillola del Giorno Prima”, di Transeuropa (www.transeuropaedizioni.it), curato dallo scrittore Marco Malvadi e dal noto professore Roberto Vacca, già autore e conduttore di programmi televisivi a carattere didattico. In questo caso, come annunciato dal titolo, si sconfina nella ricerca scientifica e nella medicina in particolare dove, anche per colpa del marketing e delle esigenze di business, si sono cristallizzate da decenni credenze, approcci, pratiche fuorvianti. I mass media per vendere o far audience speculano soprattutto sulle “promesse di catastrofi” o, comunque, di avvenimenti sconvolgenti facendo riferimento, più o meno consapevolmente, a fonti scarsamente attendibili, seppur accreditate dalla maggioranza. I due autori, quindi, sentono il bisogno di far chiarezza almeno sulle questioni più controverse come AIDS – che, per molti, sarebbe un “mito” – allarmi influenza, aviaria, danni provocati da obesità e pesticidi, vaccini e sui più disparati allarmi apocalittici.

Da rivedere la sezione sull’elettrosmog di cui i due autori, forse, si sbarazzano un po’ troppo velocemente (facendo leva su quelle ricerche che sinora non ne attestano la potenzialità pericolosità), visto che in tutta la penisola si stanno costituendo comitati – assai preparati e competenti – agguerritissimi contro antenne, ripetitori, cellulari, wi-fi, forni a micro-onde, ecc. Le catastrofi annunciate (e mai avvenute, fortunatamente), dai tempi di Nostradamus ad oggi, sono così numerose che c’era bisogno di raccoglierle in un unico volume. Ci ha provato Ponte alle Grazie (www.ponteallegrazie.it), con l’aiuto di Andrea Kerbaker, pubblicando il graffiante “Bufale Apocalittiche” già tre anni or sono.

Un vera e propria enciclopedia che, in 134 pagine, seleziona ed illustra le più grandi “panzane” del terzo millennio sulla fine del mondo e-o del genere umano: bovini che impazziscono e diffondono raccapriccianti morbi cerebrali, virus letali per qualunque sistema informatico del pianeta, microrganismi incontrollabili in grado di contagiare l’uomo tramite polli, mucche, maiali, la fine della vita con l’esaurimento del petrolio, pandemie, stragi, apocalissi annunciate,  quasi mensilmente, senza alcun riscontro scientifico.

Ma il libro di Kerbaker è, allo stesso tempo, un’analisi del ruolo del sistema mediatico, di enti pubblici e privati, di esperti e politici, nell’opera di diffusione, a livello globale, dell’ “ipocondria di massa”. Il terrore, infatti, non corre più sul filo, ma sulla carta stampata, sui comunicati istituzionali e sulle dichiarazioni più o meno roboanti degli opinion makers di turno.

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