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Stefania Pezzopane (Pd): ho votato secondo coscienza: Stefano Rodotà

 

“Ho votato secondo la mia coscienza, turbata e preoccupata, ma convinta che qualsiasi altra scelta avrebbe prodotto un conflitto con me stessa, insopportabile. Ho votato Stefano Rodotà, consapevole di non aderire alla maggioranza del mio partito, ma supportata da centinaia di elettori del PD, che hanno manifestato amarezza e disappunto per la proposta di Bersani”. A spiegarlo è Stefania Pezzopane, parlamentare Pd.
“Se la votazione per il Presidente del Senato è stato un momento di gioia, quella per il Presidente della Repubblica sta rappresentando un momento personale e politico tra i più impegnativi e difficili. La mia coscienza ha prevalso su ogni altra logica.  Senza nulla togliere a Franco Marini, che merita rispetto. A Marini mi lega amicizia e stima, proveniamo dalla stessa aspra terra e questo ha provocato un ulteriore turbamento, perché la consapevolezza che avrebbe saputo bene rappresentare le ragioni del nostro territorio, scosso non solo dal terremoto, ma da una grave crisi occupazionale, ha avuto un peso non indifferente, prima di entrare in cabina”.

“Non è certo la sua persona ad essere in discussione, anzi mi rammarica che strani intrecci tra mediazioni ed errori politici abbiano esposto lui a critiche e attacchi esagerati. In queste ore si è levata una speranza positiva di cambiamento, incredibile occasione per il paese, che il PD aveva il dovere di interpretare, com’era accaduto per l’elezione del presidente del Senato  Pietro Grasso e della Camera, Laura Boldrini. Bersani in queste settimane era riuscito faticosamente a chiarire la nostra netta volontà di non andare ad un governissimo col PDL. In questo modo contemporaneamente avevamo indebolito l’indegno e demagogico disegno di Grillo, che alla fine delle Qurinarie, tra rinuncia e bocciature, era stato costretto a proporre proprio un uomo che viene dalla storia della sinistra, presidente del PDS e conoscitore e interprete modernissimo della Costituzione”.

“Non ho compreso l’improvvisa virata, che ci ha condotto, da antiberlusconiani, ad un accordo con Berlusconi sul Presidente della Repubblica. Un brutto accordo, che esclude oltretutto SEL con cui ci siamo alleati. A Bersani, che considero un leader capace e coraggioso, chiedo di non mandare in fumo tanto lavoro che lui stesso ha fatto per ridare slancio e credibilità. Dopo il 24 e 25 febbraio l’Italia e il PD sono cambiati. Non si può restare indifferenti”.

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