Nuovo teatro sanità

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Di sforzi per ricostruire l’immagine di una città come Napoli se ne sono fatti e se ne continuano a fare tanti. Ma, si sa, le chiacchiere – spesso – vanno al vento. E i progetti, specie quelli che riguardano la cultura, finiscono per rimanere chiusi in un cassetto. Accade allora che una piccola realtà, chiusa tra le mura di un ex convento settecentesco, nel cuore del più antico dei quartieri di Napoli, venga alla ribalta per una più che lodevole iniziativa. È la realtà di NtS, acronimo di Nuovo Teatro Sanità. Ad inventarlo, è proprio il caso di dire, sono stati poche settimane or sono, due signori che provengono da formazioni non tanto diverse poi. Mario Gelardi, drammaturgo, regista, sceneggiatore e scrittore partenopeo (tra le sue innumerevoli esperienze, come autore e regista ha firmato l’allestimento teatrale di “Gomorra” di Roberto Saviano; dal 2007 al 2010 hacurato la direzione artistica della rassegna “Teatri della legalità”; nel 2012 haportato in scena “Le guardie del suo corpo”, liberamente ispirato alle vicende dell’ex premier Silvio Berlusconi), tra i più noti esponenti di quel teatro di impegno civile che a molti suona ancora come un tabù, è sbarcato al Rione Sanità con la sua idea di teatro: “In particolare – scrive lui stesso in una sorta di manifesto della nuova sala di cui è direttore artistico – il teatro a Napoli deve ritornare ad essere l’identità di un popolo. Non un teatro auto referenziale in cui gli operatori si avvicendano, di volta in volta, tra palcoscenico e platea, ma uno spazio aperto allo scambio tra artisti e pubblico, puntando sulla sensibilità degli stessi operatori teatrali di farsi portavoce delle istanze che nascono dalla società civile. L’associazione ‘Sott’ o ponte’,  insieme ad un gruppo di privati, ha creato proprio nella Sanità un teatro. Una sala di 100 posti attrezzata a regola d’arte e pronta per essere inaugurata”. “L’intento della direzione artistica – continua Gelardi – è quello di fornire alla città un palcoscenico aperto e ricettivo alle istanze teatrali e culturali che negli ultimi anni sono diventate vera e propria emergenza. Una casa – comune, tecnicamente e strutturalmente adeguata – in modo da offrire agli artisti uno spazio dignitoso e professionale. Una sfida, quella di aprire un nuovo teatro e di farlo nella Sanità, che in questo momento più che mai, sembra assolutamente da accettare. Una sfida che vuole vedere uniti artisti e professionisti della cultura che potranno trovare nel “Nuovo Teatro Sanità” un luogo lontano da logiche di schieramento”. E, nella nuova sfida, ad affiancare Gelardi sarà il giovane attore e regista Vincenzo Pirozzi, già “padrone di casa” nella struttura di piazzetta San Vincenzo alla Sanità. Reduce dal debutto dietro la macchina da presa sul grande schermo con “Sodoma, l’altra faccia di Gomorra”, premio per la miglior regia al New York City International Film Festival, Pirozzi – che è direttore del teatro – ha accolto con entusiasmo la venuta di Gelardi. “Vogliamo che alla Sanità vengano a vedere i nostri spettacoli tanto l’anziana casalinga, quanto l’operaio o l’avvocato. Il nostro teatro non sarà elitario, né avrà una programmazione monotematica. L’intento è quello di riportare in auge la cultura in luoghi finora sconosciuti e con artisti che spesso non trovano spazi adeguati alle loro messinscene teatrali”. Insomma – a tratti – un ritorno alle origini – quelle dell’avanguardia degli anni settanta, che proprio a Napoli vide fiorire la sua stagione più bella. Tra scantinati, retrobottega e teatrini off. Oggi, perché no? Magari in un vecchio convento del settecento.


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