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Dedichiamo simbolicamente la Giornata del jazz a Quirico

 
Durante la Conferenza Generale dell’Unesco nel novembre del 2011, la comunità internazionale ha proclamato il 30 aprile: “Giornata Internazionale del Jazz”.
Molti governi, organizzazioni della società civile, istituzioni educative e privati cittadini – attualmente impegnati nella promozione della musica jazz – hanno colto l’opportunità di promuovere un maggiore apprezzamento non solo per la musica, ma anche per il contributo che essa può dare alla costruzione di una società migliore.
Questa seconda Giornata Internazionale del Jazz intende far conoscere le virtù sociali del jazz come strumento di comunicazione e di educazione, nonché veicolo di pace, di dialogo, di cooperazione e inclusione.
Sono numerose le iniziative che si terranno in tutta Italia oggi, 30 aprile, dalla capitale ai tanti piccoli e grandi comuni del sud e del nord che vedranno la partecipazione di protagonisti del jazz italiano ed internazionale. Rai Radio3 ha deciso infatti di dedicare l’intera programmazione di oggi, proprio alla musica Jazz.
E sempre oggi, purtroppo, sulle pagine dei giornali è apparsa la notizia della scomparsa del giornalista de La Stampa Domenico Quirico, un professionista che potremmo definire “Jazz” e che grazie alla sua capacità di interagire con le persone che incontra, riesce a raccontare ed entrare negli interstizi della notizia illuminando i conflitti dimenticati, le sofferenze vissute dagli ultimi, storie spesso dimenticate dalla fabbrica dell’informazione quotidiana.
Proprio per questo motivo Quirico, pochi giorni fa, aveva deciso di tornare in quella Siria dimenticata e martoriata dalla guerra.
Di Quirico oggi non si hanno più notizie, da venti giorni. La famiglia e il direttore del quotidiano torinese, di concerto con la Farnesina, hanno deciso di dare notizia della sua scomparsa. Parlare di lui, chiedersi che fine abbia fatto, raccontare la sua professionalità, onestà e dedizione al lavoro, potrebbe risvegliare l’attenzione internazionale e far giungere anche da quella terra non poi così lontana – e da chi potrebbe essere in contatto con lui in queste ore –  notizie utili al suo ritrovamento.
Dedicargli simbolicamente la Giornata internazionale del Jazz o semplicemente ricordare la sua scomparsa prima di ogni concerto, sarebbe, a mio umile avviso, un bel gesto; anche se “improvvisato”.

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