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Strage di bambini a Gaza: ancora bombardamenti sulla Striscia

 

I bombardamenti aerei israeliani hanno fatto oggi almeno 13 morti nella Striscia di Gaza, portando a 90 il numero delle vittime a sei giorni dall’inizio dell’operazione “Pilastro di difesa” contro i gruppi armati palestinesi. Lo hanno riferito fonti mediche di Gaza. Le ultime vittime sono due uomini sui trent’anni, uccisi mentre si trovavano in moto a est di Khan Yunis, nel sud. Un bambino che si trovava con loro è rimasto ferito gravemente, hanno riferito i servizi di emergenza di Gaza.Il bilancio complessivo da mercoledì scorso è di 90 palestinesi e tre israeliani morti. Ieri èstata la giornata peggiore, con 31 morti . Di questi almeno dieci sono bambini,  cinque dei quali piccolissimi Secondo fonti militari israeliane citate da Haaretz, si tratta del numero più alto di morti civili in un raid in cinque giorni di conflitto. Almeno una ventina di civili sono rimasti feriti nel corso dell’incursione.  Nel Nasser di Gaza una famiglia di undici persone, 6 bambini, 4 donne e un anziano è stata sterminata da un missile sganciato dall’aviazione israeliana. Si chiamavano al-Dalu. Pare che l’obiettivo fosse Jamal Mohammed Yassin Dalu, 50 anni, un ingegnere che faceva parte di una unità addetta al lancio dei razzi. L’esercito israeliano aveva sostenuto in un primo momento che nell’edificio abitava Yahia Rabia, capo dei reparti che scagliano i missili contro Israele, ma poi ha ipotizzato che Rabia non sia stato neppure ferito e ha ridimensionato la sua importanza. Si tratterebbe solo di un ufficiale di alto grado delle Brigate di Hamas. Altri quattro piccoli erano stati uccisi qualche ora prima, due nel nord della Striscia, una, Tasneem di 9 anni, uccisa assieme al padre nel campo profughi di al Shati, e Eyad, appena 18 mesi, ad al-Bureji. Un altro raid alle 1 e 40 della notte ha colpito il palazzo al Shuruq sede degli uffici della tv Al Quds. Una seconda incursione ha centrato un secondo grattacielo, lo Shawa, che ospita Sky news, al Arabiya, gli studi della tv al-Aqsa, l’emittente di Hamas, e della televisione Russia Today. Le stanze del canale russo sono state completamente distrutte. Gli israeliani sostengono che all’ottavo piano del primo edificio colpito c’era una “sala operativa di Hamas”, e che l’ obiettivo è stato mancato. Sempre ieri l’esercito di Gerusalemme si è inserito sulle frequenze della radio al-Aqsa di Hamas e ha esortato i civili a tenersi alla larga dai miliziani islamici.
Per la quarta volta Tel Aviv è tornata sotto tiro dei razzi al Fajr di fabbricazione iraniana. Entrambi sono stati intercettati. Un missile partito da Gaza ha ferito sette persone a Shaar Hanegev, vicino al confine con la Striscia. Un altro ordigno ha centrato il tetto di un palazzo di Asqelon trapassandolo dal quarto al secondo piano e ferendo due persone.

A Gaza giornalisti feriti, uno perde una gamba (vedi il video cliccando qui) Israele ha lanciato una aspra escalation contro i mezzi di comunicazione attivi a Gaza, colpendo dapprima due edifici che ospitano uffici di diverse emittenti, locali e internazionali, e occupando poi le frequenze di una radio di Hamas, allo scopo di diffondere messaggi di avvertimento alla popolazione della Striscia. Otto fra giornalisti e tecnici sono rimasti feriti nei due attacchi: a uno di loro, un cameraman locale, è stata amputata una gamba.  Immediate le proteste della stampa locale, del mondo arabo e di alcune Ong straniere. Sotto uno degli edifici colpiti, lo al-Shuruq, si è raccolto subito un picchetto di circa 200 persone che con la loro presenza puntavano a impedire ulteriori minacce. A Tel Aviv, l’Associazione della stampa estera (Fpa) ha emesso un severo comunicato di denuncia.

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