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Rai: quale futuro per precari, professionisti emarginati e politiche industriali?

 

“La prima audizione della Presidente della Rai Anna Maria Tarantola e del Direttore generale Luigi Gubitosi nella commissione parlamentare di vigilanza è stata interessante. Ma un giudizio compiuto ha bisogno di un tempo più lungo. E’ stato positivo il senso di novità, rispetto ad un passato persino inquietante, quello del duopolio collusivo e del conflitto di interessi”. E’ quanto affermano in una nota il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti e il senatore Pd Vincenzo Vita.  (in allegato le audizioni di Tarantola e Gubitosi in Commissione di Vigilanza)
“Inoltre, più di un cenno è stato fatto alla necessità di guardare all’epoca della rete, l’universo di riferimento di ogni discorso mediatico. Qualità, trasparenza, pluralismo, ricerca e innovazione sono punti di riferimento di una Rai di nuova generazione. E qui i discorsi sono stati lacunosi, ancora troppo elusivi. Tra l’altro, che fine faranno i tanti, troppo precari? Verranno ricollocati adeguatamente i numerosi professionisti censurati o emarginati dal regime precedente? E quali saranno le politiche industriali di un servizio pubblico più autonomo e indipendente? E le sedi all’estero? Ancora: Rai Way, vale a dire la società che governa le risorse tecniche, quale sviluppo avrà nell’epoca crossmediale? Più in generale, il gruppo dirigente tornerà ad occuparsi di frequenze, dopo la debacle dell’era berlusconiana?
La “Rai dei cittadini” si intitola il programma dei movimenti (a cominciare dal Moveon) promotori della manifestazione del prossimo 18 ottobre a Roma. E’ anche il nostro programma”.

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