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Testo Audizione Dg Rai Luigi Gubitosi

 

Gentile Presidente, Gentili Commissari,

consentitemi un ringraziamento per aver dedicato attenzione alla Rai e ai suoi problemi.

Non entrerò nei temi già illustrati dal Presidente in quanto ne condivido completamente i contenuti.

In questi primi due mesi, ho trovato un’Azienda che ha luci ed ombre, grandi competenze e potenzialità ma nello stesso tempo importanti problemi gestionali per troppo tempo non risolti.

Nelle prime settimane di lavoro ci siamo concentrati su un assessment dello status quo, che si è concluso lo scorso 19 settembre, focalizzato sui risultati del bilancio semestrale e sulla relativa proiezione del 2012. Le cause del peggioramento rispetto all’anno precedente risiedono nella brusca caduta dei ricavi pubblicitari e nel costo degli eventi sportivi (Europei di calcio e Olimpiadi).

Una seconda fase di attività riguarderà la definizione del budget 2013 che contiamo di completare entro fine novembre in cui valuteremo le performance economiche della Rai per il prossimo anno.

Si tratta di interventi che hanno l’obiettivo di recuperare parte della perdita registrata nel 2012 avviando i primi interventi di miglioramento. Il budget 2013 sarà il primo anno di un Piano industriale 2013-2015 nel quale verranno evidenziati i risultati editoriali, strategici, strutturali e finanziari che si vogliono realizzare nel triennio.

Ciò premesso credo sia importante illustrare quali siano le principali aree di intervento che Rai e il suo nuovo management si troveranno ad affrontare:

  1. 1.      Investimenti tecnologici. Dopo essere stata per decenni all’avanguardia tecnologica, la Rai ha ridotto drasticamente i propri investimenti e presenta un preoccupante livello di arretratezza e obsolescenza delle proprie strutture.

Intendiamo coprire questo gap tecnologico ultimando il piano di digitalizzazione del Tg2 entro fine anno e completando in parallelo la digitalizzazione del Tg1 e del Tg3 entro il 2013 con grande anticipo rispetto a quanto originariamente previsto.

Al contempo il digitale terrestre, che ha rappresentato per Rai un importante investimento complessivamente superiore a circa 500 milioni di Euro negli ultimi 5 anni, necessiterà di un “tagliando di manutenzione” per migliorare la ricezione nelle zone in cui si sono riscontrate particolari criticità.

Servirà un lavoro in concerto con AGCOM e Ministero dello Sviluppo Economico volto ad evidenziare gli interventi necessari a ridurre drasticamente le interferenze delle televisioni locali e dei Paesi confinanti.

 

  1. 2.      Produzione. La Rai dispone di 4 Centri di Produzione (Roma, Milano, Napoli e Torino) con 3.634 persone a tempo indeterminato e506 a tempo determinato per un totale di 4.140 unità. Sono Centri importanti, con studi, dotazioni, apparati, ma soprattutto professionalità che possono e debbono rendere più efficientela produzione Rai.

E’ molto importante che questi Centri vengano gestiti in maniera da  garantire l’ottimizzazione delle risorse anche riportando all’interno attività prima gestite all’esterno. Si tratterà di rendere più efficiente e più efficace il modello produttivo che, pur se di qualità superiore, prevede un costo industriale maggiore a quello degli appalti esterni.

Sarà importante che i vari Centri di Produzione si specializzino nei vari segmenti di offerta riducendo sovrapposizioni e inefficienze.

In sostanza la pianificazione della Produzione e della fabbrica assumerà grande rilievo nel processo di ottimizzazione dei fattori produttivi.

 

  1. 3.      Estero: Ritengo che sia parte integrante del Servizio Pubblico informare e approfondire su quanto avviene oltre i nostri confini. La precedente gestione aveva deciso di ridurre i costi di logistica e di funzionamento delle nostre Sedi di Corrispondenza all’estero.

In quest’ottica vogliamo mantenere l’approccio indirizzato alla riduzione dei costi e al tempo stesso intendiamo ricercare sinergie e alleanze. A titolo di esempio stiamo discutendo con ICE ed ENIT circa la possibilità di sfruttare Sedi comuni in alcuni Paesi in modo da costituire insediamenti polifunzionali che consentano di sviluppare un progetto di sistema Paese.

Intendiamo inoltre rafforzare il ruolodi RaiWorld per potenziare la comunicazione sia verso gli italiani all’estero, sia verso gli stranieri, promuovendo immagine, cultura e territorio del nostro Paese. In sostanza immaginiamo che la Rai possa e debba far parte di un network di alleanze internazionali attraverso le quali sia in grado di condividere progetti culturali transnazionali, coproduzioni e partnership di respiro internazionale.

 

  1. 4.      Raccolta pubblicitaria. Come accennato in precedenza, una delle aree di maggiore difficoltà è quella relativa alla raccolta pubblicitaria, dove la Rai purtroppo ha perso significative quote di mercato (dal 29% del 2007 al 23% del 2011) in maniera ingiustificata rispetto all’andamento degli ascolti registrati nello stesso periodo. Rai ha perso 2 punti percentuali dal 2007 ad oggi (dal 42,2% al 40,2%) contro i -4,4% di Mediaset  (dal 40,5% del 2007 al 36,1% del 2011).

 

  1. 5.      Offerta Radiotelevisiva: La televisione generalista si è trovata ad affrontare la nascita di numerosi canali e dell’intera offerta sul digitale terrestre, che sta portando ad una frammentazione del mercato e delle stesse performance di ascolto. Le difficoltà sono peraltro estese ai nostri competitor generalisti che hanno registrato risultati inferiori rispetto a quelli Rai.

Di converso i Canali Specializzati hanno avuto un trand degli ascolto in continua crescita (dal 0,4% del 2007 ai 4,8% del 2011 fino agli oltre 5% al 30 giugno 2012) che andrà ad incrementarsi nei prossimi anni; per garantire questo sviluppo anche Rai dovrà sostenere maggiori investimenti rispetto al passato. Anche se in futuro sarà opportuno rivisitare il posizionamento dei diversi canali specializzati, ritengo che la scelta di mettere in campo un bouquet di 14 canali è stata sia opportuna che strategica in quanto ha consentito di recuperare l’erosione che si è registrata negli ascolti dei canali generalisti.

 

  1. 6.      La Radio è un mezzo strategico su cui la Rai non ha posto attenzione, perdendo nel tempo posizioni di ascolto e quote di mercato nella raccolta pubblicitaria. Intendiamo rilanciare la Radio anche perché sono presenti in Rai competenza e tradizione. Gli introiti dal 2007 ad oggi sono scesi da72 a 48 milioni di euro.

 

  1. 7.      Nel WEB la presenza della Rai è molto modesta con scarsa incisività; tutto ciò sta determinando l’esigenza di dover rivisitare con grande attenzione il nostro operato su questo segmento di attività. E’ una parte importante per il futuro della Rai e dobbiamo rivalutare la nostra presenza su questa piattaforma risolvendo molte delle criticità emerse in questi anni.

 

  1. 8.      Risorse Umane. In Rai al 30 giugno 2012 operano 11.569 tempi indeterminati a cui si aggiungono 1.660 tempi determinati (calcolati su base annua) per un totale di 13.229 unità.

Il numero è importante e abbiamo il dovere nei confronti di queste persone e dei fruitori del Servizio Pubblico di impegnarle in maniera equa ed efficiente.

Ripeto, vi sono grandi competenze e credo che abbiamo risorse che, se ben utilizzate, possono permetterci di riportare all’interno gran parte delle attività ad oggi appaltate, riguadagnando peraltro flessibilità ed efficienza.

Il 2 ottobre ci incontreremo con le Organizzazioni Sindacali per aprire il tavolo negoziale sul rinnovo del Contratto Collettivo di Lavoro scaduto a fine 2009 e auspichiamo il rapido perfezionamento del nuovo contratto che paradossalmente scadrà al momento stesso della firma. Ritengo inopportuno e poco rispettoso verso le Organizzazioni Sindacali anticipare in questa sede nel dettaglio la nostra posizione. Mi limito a sottolineare che questo contratto necessita di un “ammodernamento” in quanto fa riferimento a elementi contrattuali da tempo superati.

Ci tengo a ribadire che il Presidente ed io sentiamo una forte responsabilità nei confronti di ciascun dipendente e dell’intera Azienda nel suo complesso.

 

  1. 9.      Immobiliare. La Rai opera su un numero elevato di insediamenti presenti su tutto il territorio nazionale. Per fornire un dato quantitativo, si tratta di 750.000 mq lordi coperti di cui 90.000 mq circa in locazione

Il patrimonio immobiliare è importante e anch’esso necessita di un ammodernamento e di una rivisitazione complessiva.

Ci sono un paio di problemi specifici urgenti determinati dalla presenza dell’amianto nei due immobili di Via Cernaia a Torino e di Viale Mazzini a Roma.

Anche se – sulla base di perizie e analisi ancora più accurate che ho richiesto all’atto del mio insediamento – la presenza dell’amianto non rappresenta ad oggi un problema immediato, è possibile che lo diventi in futuro.

Per quanto riguarda Torino entro fine anno verrà approvato un progetto che, a seguito della pubblicazione di un bando, permetterà di individuare l’immobile nel quale verranno trasferiti i dipendenti per il tempo necessario alla bonifica completa di Via Cernaia.

Stesso schema riguarderà l’immobile di Viale Mazzinia Roma, dove si prevede di avviare i lavori di bonifica già a partire dalla fine del 2013/ inizio 2014.

Questo, lo ripeto, nell’ipotesi in cui non risulti alcun tipo di problematica e assenza totale di pericolo per i dipendenti dalle nuove perizie commissionate.

 

10. Canone Il canone continua ad essere problematico in quanto il livello di evasione resta sostanzialmente invariato nonostante il valore unitario del canone sia tra i più bassi tra i più grandi Paesi d’Europa

Crediamo sia importante un supporto del Governo e Vostro per trovare insieme nuove modalità di riscossione che superino le difficoltà in essere anche con riguardo ai cosiddetti canoni speciali

 

 Contratto di Servizio. Il Ministero dello Sviluppo Economico e Rai SpA, in coerenza con gli articoli 45 e 49 del Testo Unico, emanato con decreto legislativo 31, luglio 2005, n.177  il 27 giugno 2011 e dell’articolo 36 del Contratto di Servizio 2010-2012, inizieranno la negoziazione del contratto per il triennio 2013-2015.

L’apertura del tavolo negoziale sarà successiva alla emanazione da parte dell’AGCOM  delle linee guida sugli ulteriori obblighi di servizio pubblico generale radiotelevisivo da svilupparsi d’intesa con il MISE (art. 44 comma 1 del T.U. Radiotelevisione). Per la predisposizione delle linee guida il 15 Marzo AGCOM ha deliberato le modalità per consultazione a cui Rai ha risposto nel giugno 2012.

La risposta della Rai alla consultazione è stata centrata sull’importanza della funzione di Servizio Pubblico radiotelevisivo anche per il forte impatto sulla popolazione. La Rai ha individuato quale obiettivo prioritario per il prossimo contratto l’aggiornamento del suo contenuto rispetto ai mutamenti che hanno caratterizzato la società contemporanea e il mercato della comunicazione complessivamente inteso. Infatti un Servizio Pubblico radiotelevisivo rinnovato deve e può divenire un importante fattore di riequilibrio delle dinamiche di mutamento sociale attualmente in atto.

La Rai ha anche fatto presente che affinché questo ruolo possa essere svolto nella sua pienezza, è necessario che si avvii una profonda riflessione su come la funzione in sé debba essere strutturata, declinata e finanziata nel nuovo contesto sociale e competitivo. Una nuova concezione di Servizio Pubblico accompagnata da una nuova modalità del suo esercizio, potrà innescare una fase di rilancio dell’azienda e la costruzione di una sua nuova centralità nel sistema multipiattaforma ove la Rai potrà continuare ad avere il ruolo da protagonista. Per il raggiungimento di tale obiettivo si dovrà valutare il rinnovamento della  missione della concessionaria e della propria modalità di esercitarla con una gestione efficiente ed efficace delle risorse pubbliche e private, necessarie alla predisposizione di una coerente offerta editoriale nel nuovo mercato digitale.

 

11. Piano industriale 2013-2015. Quando si parla di rilancio ci si focalizza sul Piano strategico, ma non c’è rilancio se non si cambia organizzazione e cultura.

L’organizzazione è un grande problema ma anche una grande opportunità per Rai. Organizzazione vuol dire lavorare in maniera meticolosa sulla Struttura Aziendale ma anche sui suoi processi.

A titolo di esempio ad oggi il Direttore Generale Rai ha oltre 50 primi riporti; intuitivamente, una organizzazione di questo genere presenta inevitabilmente sovrapposizione e rischio di confusione nei ruoli non è efficiente ed è estremamente dispersiva risalendo a logiche non necessariamente aziendalistiche.

Andrà valutata con attenzione l’interazione tra Canale e Generi .. il posizionamento dei differenti canali tematici ed il loro coordinamento con le generaliste.. il rapporto tra le Testate e tra queste ultime ed il Canale all news..

In definitiva la situazione economica è grave ma reversibile; stiamo lavorando sul rinnovo della Rete commerciale Sipra ….  abbiamo escluso ogni forma di rinnovo di contratti di collaborazione verso ex dipendenti … stiamo lavorando per una più efficace allocazione delle risorse che consenta di riportare all’interno attività svolte oggi in appalto …

Non sarà semplice, considerato anche il contesto economico esterno, ma il supporto da parte dei dipendenti è elevato come dimostrano le oltre 1.000 mail che ho ricevuto in queste poche settimane .. Perché come ho detto nella lettera che ho inviato a tutti i dipendenti: “evidenziare i problemi è il primo passo per affrontarli e risolverli” .. La Rai potrà riprendersi e tornare più forte di prima!

 

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