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L’altra chiesa; le suore americane

 

Ora il braccio di ferro tra le suore americane dell’LCWR e il Vaticano è diventato un confonto culturale che potrebbe avere enormi conseguenze, negli Stati Uniti ovviamente ma non solo. 900 delegate di questa organizzazione che rappresenta l’80% delle suore statunitensi, 57mila religiose, ha infatti accettato di confrontarsi e dialogare con i tre vescovi incaricati dalla Congregazione per la Dottrina della Fede di ricondurle nell’ortodossia dottrinaria. “Li incontreremo, chiariremo i fraintendimenti, ascolteremo, ma non faremo compromessi sull’integrità della nostra mssione”, ha detto raccogliendo un’ovazione la presidente dell’organizzazione, suor Pat Farrell. Cosa vuol dire? Lo ha spiegato lei stessa: “Dialogheremo con i rappresentanti del Vaticano, ma sperando di essere capite come uguali nella chiesa, nel rispetto della nostra vita religiosa”.

La sfida dunque non riguarda più soltanto l’oggetto del contendere, che non è da poco si badi bene, ma la possibilità che il loro punto di vista, di donne, possa avere cittadinanza e dignità accanto a quello dei custodi dell’ortodossia della fede.

Sono stati gli enormi attestati di solidarietà e stima che hanno ricevuto in questi mesi di aperta polemica con il Vaticano, da parte di tantissime parrocchie statunitensi e dello stesso congresso americano, a consentire alle suore di “sister Pat Farrell” di alzare l’asticella della sfida.

Ad aprile infatti una durissima reprimenda della Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dal cardinale americano Levada,le aveva inchiodate sul banco degli mputati, praticamente commissariate per “seri problemi dottrinali”: “un femmisnismo radicale” vi porta fuori linea su ordinazione delle donne, contraccezione, controllo delle nascite, omosessualità.
E’ l’agenda di una chiesa che guarda alla modernità, a differenza di quella americana, che è in prima fila contro la riforma sanitaria di Obama.
La mobilitazione della chiesa “conservatrice” del cardinale di New York, Dolan, è stata però molto meno convincente di quella dell’ organzzazione “progressista” di suor Farrell. Che ha dalla sua un dato nequivocabile: da quando, decenni fa, il Vaticano ha dato vita ad un’atra federazione di suore, non incline al “femminismo radicale” della Lcwr, ha raccolto solo il 20% delle religiose. E ora la Farrell ha lanciato la sua sfida, proprio poco ore dopo che il cardinal Levada aveva annunciato: “o accettano le nostre raccomandazioni o il Vaticano potrebbe togliere loro il riconoscimento ufficiale”.

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