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Donne armate dentro le Farc

 

In mezzo alla giungla del sud-est della Colombia si mimetizzano i guerriglieri delle Farc-Ep (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia-Ejercito del pueblo). Un esercito composto da uomini, donne e anche bambini che ogni giorno si addestrano… per combattere contro chi da decenni non intende riconoscere i diritti degli abitanti delle zone rurali della nazione. Insediati anche nelle pianure ai piedi delle Ande, i soldati dell’organizzazione più longeva del mondo, compongono dei corpi militari che fanno riferimento ad un leader forte, determinato e combattente. Nonostante i media intendano dimostrare all’opinione pubblica che le Farc hanno gettato la spugna, loro continuano ad essere sempre più belligeranti. Il 23 luglio scorso, infatti, hanno attaccato per la sessantasettesima volta durante l’anno, un altro bersaglio appartenente allo Stato, il suo acerrimo nemico. Nei fiumi di Boyocà e Aurauca si sono riversate ingenti quantità di petrolio greggio in seguito ad un’offensiva nella sede dell’Ecopetrol che ha provocato lo scoppio dell’oleodotto lasciando 120.000 persone senza acqua.

Le azioni violente messe in atto dalle Farc provocano una forte destabilizzazione politica nella nazione che spesso è ricorsa al sostegno militare degli Stati Uniti. In passato dopo vari scontri armati e molte perdite di vite umane sacrificate con l’obiettivo di ottenere le riforme a favore della popolazione contadina colombiana le Farc raggiunsero un accordo firmando nel 1984 gli “accordi della Uribe” che prevedevano il cessate il fuoco nonché la possibilità di votare i propri sindaci. L’attività del movimento esistente dal 1964 fu così legalizzata ma nel corso degli anni subirono altri attacchi molto violenti fino a ritornare poi nel 1998 a siglare un altro patto storico: i “dialoghi del Caguàn” che consentirono l’apertura del negoziato di pace fra il presidente Andrès Pastrana e il leader storico Manuel Marulanda Vèlez, soprannominato il “Tirofjo” ossia colpo sicuro, che sancì un decennio di pace terminato nel 2002 finchè il presidente Pastrana terminò il suo mandato.

Da allora è in corso una battaglia cruenta che non risparmia nessuno, entrambe le fazioni non intendono rinunciare alle proprie motivazioni: le Farc continuano a sostenere di voler rappresentare gli interessi dei poveri, accusano il governo colombiano di fare affari con gli Stati Uniti  che mirano a privatizzare le risorse naturali del Sud-America, non accettano lo sfruttamento delle multinazionali e contestano la violenza dell’esercito governativo inviato prima dal presidente Alvaro Uribe e poi da Juan Manuel Santos. Nonostante i buoni motivi fa discutere il metodo violento utilizzato dal capo Rodrigo Londonio, successore di Alfonso Cano, morto in un attentato, per far valere i propri diritti. L’arruolamento di 3000 bambini strappati dalle loro famiglie per essere usati come kamikaze è certamente inaccettabile così come è intollerabile la scelta apparentemente progressista di accogliere nuove leve femminili.

La questione riguardo le donne armate che combattono al fianco dei soldati delle Farc suscita una serie di perplessità. La presenza delle ragazze all’interno del gruppo è pari al 40%, molte di loro decidono di arruolarsi per fuggire da un clima familiare opprimente perché conservatore e maschilista. La divisa è ritenuta anche come unica possibilità di acculturarsi dato che la gran parte delle adolescenti non ha ricevuto neanche una prima istruzione di base. Tuttavia una volta reclutate le ragazzine vengono usate dai soldati per i loro piaceri sessuali, a rivelarlo è un’inchiesta condotta da “El Tiempo”, il quotidiano colombiano, che ha riportato alcuni particolari agghiaccianti: le donne che scelgono la carriera militare devono dimenticare il sogno di diventare madri, la contraccezione è una delle prime regole da rispettare, qualora la “sfortunata” rimanesse incinta in seguito ad un rapporto forzato con uno dei guerriglieri è costretta ad abortire oppure se il capo decide di far portare avanti la gravidanza il  neonato sarà cresciuto in un orfanotrofio.

Se la loro presenza all’interno dell’organizzazione tiene alto l’umore degli uomini, le ragazze non respirano lo stesso clima di armonia perché sono vere e proprie vittime di un maltrattamento disumano. Per  diffondere la vera realtà che si cela dietro questo corpo militare è in corso una campagna di sensibilizzazione “Operazione da donna a donna” che se non risolverà il problema di certo potrà contribuire a far emergere la verità, come quella che riguarda il finanziamento illecito dell’organizzazione.

Il traffico illegale di narcotici è la principale fonte di sovvenzionamento, inoltre i rappresentanti delle Farc hanno imposto una tassa che i narcotrafficanti devono pagare ai contadini che lavorano la pasta ossia l’elemento indispensabile per ottenere la polvere della cocaina. Chi osa sottrarsi a questa imposta è severamente punito dai guerriglieri che non esitano a rapire il soggetto in questione finchè qualcuno non provvederà a pagare il conto insoluto.

Lo Stato colombiano ritiene grave l’azione paragonandola ad un sequestro di persona. Le Farc, infatti, sono note in tutto il mondo per i rapimenti di personaggi celebri. Il più recente è stato Romeo Langlois, giovane fotoreporter francese, catturato nell’aprile del 2011 nella regione meridionale di Caqueta dove il trentacinquenne si trovava come “embedded” al seguito dell’esercito ed è stato liberato lo scorso maggio. Durante il periodo di segregazione, il giornalista, che ha dichiarato di non essere stato maltrattato dai guerriglieri, ha avuto modo di ascoltare i veri motivi della loro battaglia che spesso degenera in atti così brutali.

Ancora più mediatica fu l’azione di rapimento di Ingrid Betancourt, figlia di Gabriel Betancourt ambasciatore presso l’Unesco e della senatrice Yolanda Pulecio. Ingrid al termine del negoziato di pace con il presidente Pastrana tentò di ristabilire un dialogo con le Farc ma il 23 febbraio del 2002 durante il viaggio fu rapita al confine fra la città di Florencia e San Vincente del Caguan da alcuni guerriglieri che la tennero in ostaggio per 6 lunghi anni. Nel 2007 i rappresentanti delle organizzazioni diffusero dei video e delle foto che mostravano la senatrice Betancourt in vita ma fortemente provata fisicamente. Successivamente alla liberazione avvenuta grazie all’operazione di intelligence denominata “Jacque” la donna colombiana pubblicò un libro giunto in Italia grazie all’edizione di Sonzogno con il titolo “Forse domani mi uccideranno”. Ingrid Betancourt era nota per il suo impegno pacifista sia come componente di spicco del partito verde Oxigeno e poi nelle battaglie contro la corruzione, per questo ha ricevuto in Spagna il Premio Principe delle Asturie per la difesa dei diritti umani mentre Walter Veltroni, ex sindaco di Roma, la dichiarò cittadina onoraria della capitale italiana e il quotidiano l’Unità la candidò al Premio Nobel per la Pace.
È indispensabile che le autorità governative trovino al più presto un accordo con le Farc affinchè non continuino le azioni violente, lo spargimento di sangue, lo sfruttamento di bambini e l’abuso di giovani donne ma vengano rispettati i diritti di tutta la popolazione colombiana, contadini compresi.

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