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Libertà religiosa. Serve subito una legge, non si può più aspettare*

 

Felice coincidenza. Ieri la Commissione Affari costituzionali della Camera ha discusso due Intese, quella con la Sacra Arcidiocesi d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale (ortodossi) e quella con la Chiesa apostolica in Italia.Il giorno prima, sempre alla Camera dei deputati, si è discusso per l’intera giornata proprio di libertà religiosa. Promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) in collaborazione con la Commissione delle chiese evangeliche per i rapporti con lo stato e con il Dipartimento per la libertà religiosa dell’Unione delle chiese avventiste, si è tenuto il convegno «Una legge sulla libertà religiosa. Urgente, inutile, impossibile?» che ha messo assieme mondo delle religioni, della politica e della società civile.

In tre tavole rotonde che potremmo definire «ecumeniche» per la convergenza di intenti, si sono confrontati esperti del diritto, esponenti delle comunità religiose e rappresentanti del mondo della politica. L’intento lo ha sottolineato Massimo Aquilante, presidente della Fcei: “E’ di tornare ad alzare il livello di attenzione sulla necessità che si arrivi finalmente a una legge quadro che superi quella sui “culti ammessi”, la legge del 1929 approvata durante il ventennio fascista ed ancor oggi in vigore per quel che riguarda le comunità non dotate di Intesa”.

E’ stata la coordinatrice dell’Ufficio studi e rapporti istituzionali della Presidenza del Consiglio, dottoressa Anna Nardini ad annunciare la discussione sulle due nuove Intese. Ai lavori sono intervenuti anche il prefetto Sandra Sarti, direttore centrale degli affari dei culti del Ministero dell’Interno e i giuristi Francesco Margiotta Broglio, Silvio Ferrari, Marco Ventura e Gianni Long. Il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, ha affermato che “il prossimo governo dovrà impegnarsi a sostenere la libertà religiosa e siglare le intese mancanti”. Anche il senatore Vincenzo Vita ha richiamato “l’urgenza e l’utilità di una legge sulla libertà religiosa”. “ Sostenere il pluralismo delle culture e le religioni è un imperativo democratico, ma sappiamo bene – ha rilevato il politologo Paolo Naso, coordinatore delle Commissione studi della Fcei – che non sarà l’attuale legislatura a compiere il passo decisivo. Ma proprio per questo vogliamo sensibilizzare le forze culturali e politiche su di un tema di grande rilievo costituzionale e democratico”.

“Una storia senza fine”. Così i rappresentanti delle “minoranze religiose” presenti hanno definito l’attesa pluriennale per una legge sulla libertà religiosa, che dovrebbe garantire pari diritti alle diverse confessioni religiose in Italia. Sono stati sottolineati i ritardi di “una cultura politica predominante e trasversale ai diversi schieramenti” che fatica a misurarsi con la grande sfida democratica rappresentata dalla ‘uguale libertà’ delle varie comunità religiose, sempre più urgente in una Italia pluralista e multiculturale.

*da l’Unità del 17 maggio 2012

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