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La politica ripensi a un progetto generale di cambiamento

 

La presentazione del bel lavoro di Pietro Nardiello “Il Festival in casa del boss”, Phoebus edizioni, che si è svolta presso la Libreria Feltrinelli di Caserta ha destato particolare interesse per i contenuti del libro che in una cifra originale ha fornito la narrazione e l’interpretazione  del valore , anche e sopratutto simbolico, della “occupazione” a fini culturali e sociali dei beni confiscati alle mafie.

L’utilizzo, con la tecnica di un giornalista che ben conosce la storia ed i meccanismi delle organizzazioni camorristiche, delle voci rappresentate nel libro e che trova la più alta rappresentazione nella intervista “impossibile” a Don Giuseppe Diana, fanno del lavoro di Nardiello uno dei contributi più interessanti alla conoscenza del fenomeno.

Sono intervenuti con l’autore Franco De Michele ed Enrico Tresca, Consiglieri comunali e dirigenti del PD casertano, i quali hanno in particolare analizzato il tema, purtroppo attuale , della insufficienza della politica – al di là dell’impegno e talvolta del coraggio dei singoli – a creare le condizioni civili e sociali che favoriscano ed accompagnino un processo diffuso di partecipazione democratica tale da essere di concreto contrasto alle dinamiche criminali.

In particolare è emersa la interessante riflessione su una politica incapace di rimettere al centro un progetto generale di cambiamento e di progresso non appiattito sulla gestione del quotidiano o sulle necessità, più o meno reali, della economia. Esempio concreto di questa indifferenza della politica e di talune espressioni burocratiche delle istituzioni è, per i relatori, la recentissima vicenda della chiusura della Nuova Cucina Organizzata che corre il rischio di concludere una delle più positive esperienze di riscatto del territorio per la miopia ed il distacco della ASL.

Il libro ha così favorito un dibattito vivace che, ci si augura, contribuisca al risveglio culturale e civile della nostra comunità, precondizione necessaria alla lotta alle mafie, lotta che non può essere lasciata ai soli operatori di giustizia o a qualche giornalista o amministratore coraggiosi ma, come ricorda Nardiello riferendosi alla figura ed all’opera di Don Diana, si impone alla coscienza di tutti.

Da ultimo è giusto ricordare che i proventi della vendita di questo interessante libro saranno devoluti all’Associazione (R)Esistenza anticamorra (http://www.associazioneresistenza.com/) che nel quartiere napoletano di Scampia realizzerà un ristorante pizzeria sociale dove lavoreranno giovani del quartiere, ragazzi minorenni in attesa di giudizi e chi dovrà scontare pene alternative al carcere.

Carlo De Michele,
presidente Associazione Carta ’48
http://www.carta48.org/

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