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Grecia, il dopo le elezioni. L’ultimo passo prima dell’esplosione sociale?

 

I risultati delle elezioni in Grecia hanno cambiato di molto il paesaggio politico di questo paese che da più di due anni nuota nelle acque di una crisi profonda, economica e sociale.
La sconfitta di partiti che hanno sostenuto il memorandum… con la relativa austerità che le misure provenienti da questo hanno portato al paese è stata grande. Molto più grande di quel che si aspettava. È vero che chi diceva di essere contro il memorandum in Grecia in queste elezioni raccoglieva voti e chi si considerava sostenitore del memorandum perdeva voti.

Oltre i due grandi partiti pro memorandum( Nea Dimokratia e Pasok)che hanno perso una grande parte della propria forza, quasi tutti i partiti anti-memorandum hanno visto  crescere la loro base elettorale.

I partiti anti-memorandum appartengono a schieramenti diversi. Dalla vecchia sinistra tradizionale greca del Partito comunista ( contro l’unione europea e contro l’euro), a vari altri partiti di sinistra filo europei, favorevoli all’euro.
Sempre dalla sinistra proviene anche il partito chiamato Syriza di Alexis Tsipras che si considera il grande vincitore delle elezioni. Ha quasi quadruplicato la propria forza. Syriza si considera filoeuropeo. Una gran parte dei suoi sostenitori è per l’euro, mentre un’altra parte, non ha idee chiare e sembra preferire la dracma.  Pur considerandosi filoeuropeo è allo stesso tempo contrario al memorandum e alle  politiche da esso imposte e vuole che si riapra una trattativa. Non sembra però avere un programma esatto  sul da farsi qualora la Troika non dovesse accettare nuove trattative. Gli altri partiti non sembrano tuttavia avere intenzione di collaborare con Syriza ( secondo per grandezza ), per la formazione di un governo.

Hanno ottenuto ottimi risultati anche i partiti di destra( Anexartiti Ellinies-Greci indipendenti) e di estrema destra (Chrissi Afghi -Alba d’oro, chiamata anche alba rosada) che sono entrati in parlamento. Questi ultimi hanno puntato sulla linea anti memorandum e sull’espulsione dalla Grecia di tutti gli emigrati clandestini. La cosa certa infatti è che i diversi governi succedutisi negli ultimi anni, non hanno fatto quasi nulla per proteggere i cittadini dalle azioni criminali e dal dilagare della prostituzione, che vedevano come protagonista l’immigrazione clandestina.
Come risultato i residenti di vari quartieri del centro erano costretti a non uscire di casa la sera.

Il partito di Chrissi Afghi, era arrivato a creare gruppi di persone che giravano per i vari quartieri del centro, cacciando via gli immigrati clandestini e restituendo di nuovo un senso di sicurezza .

Facendo un’analisi sui risultati elettorali in Grecia, si vede bene come la maggioranza della gente, abbia espresso un voto di protesta. Molti sanno che anche i partiti anti memorandum, non hanno da offrire soluzioni concrete per il domani.
I partiti pro memorandum oltre l’austerità che ha quasi distrutto l’economia greca, potevano promettere un minimo di stabilità e di possibilità per pagare stipendi e pensioni per i prossimi mesi. Certo una stabilita pagata a carissimo prezzo.

Dall’altra parte i partiti di destra o di sinistra schierati contro il memorandum, anche volendo, non sembrano poter offrire una soluzione su come andare avanti, su come pagare stipendi e pensioni nei prossimi mesi qualora la Troika  decidesse di non pagare più .
Il rischio di un fallimento incontrollato ritorna.
Il popolo greco messo in ginocchio dall’austerità, dal pagamento di tasse molto alte, dalla grande disoccupazione, ha voluto gridare basta. Ogni giorno che passa diventa più povero  e perde la propria dignità.
I suicidi si moltiplicano ed arrivano a numeri mai visti prima in un paese mediterraneo come la Grecia. Il greco medio forse capisce che se non  si applicano esattamente le richieste imposte dal memorandum si rischia la catastrofe.  Forse è il destino del popolo di questo paese, quello di andare ad ogni costo contro condizioni che non lo rispettano,  imposte da fuori.
Non è stato forse l’unico popolo europeo a combattere per mesi e resistere con tante sofferenze, contro le forze fasciste e naziste nella seconda guerra mondiale ?

Il risultato di queste elezioni ci fa capire che la crisi potrà diventare ancora più profonda. I partiti non hanno le percentuali necessarie per formare un governo. Le forze politiche sono spaccate e schierate Pro o contro il Memorandum.  Molti analisti dicono che sarà necessario andare ad un secondo turno di elezioni per poter formare un governo capace di reggere il paese in un momento tanto difficile.

Andando avanti cosi, la crisi sarà sempre presente, la distruzione della classe medio bassa del paese sarà una realtà, il fallimento sarà probabile, e il ritorno alla dracma più che possibile.

Sembra strano ma  la soluzione può venire proprio da chi ha generato il problema. Questo perché oltre le gravi responsabilità verso il popolo greco che ha la classe dirigente, è stata l’Unione Europea con i paesi che la dirigono a dare il colpo di grazia al popolo Greco.
Si dice che il primo ministro Papandreou è stato costretto a firmare i memorandum senza poter trattare sulle misure da prendere, rischiando il fallimento immediato se non si firmava. La Germania invece di aiutare la Grecia ad uscire dalla crisi, creare sviluppo e posti di lavoro, ha preferito punirla ed umiliarla.

L’austerità ha distrutto la classe medio bassa in Grecia. La povertà e la recessione non producono ricchezza e per questo sarà molto difficile pagare il debito.
La Germania fa credere di aver aiutato la Grecia ma l’ha messa in ginocchio.
La soluzione del problema greco, potrebbe arrivare da un cambiamento delle misure previste dal memorandum. Al paese serve lo sviluppo e non l’austerità.
Forse l’elezione in Francia di Hollande, potrà aprire uno spiraglio di speranza.

In questo preciso momento sarebbe necessario l’appoggio al popolo greco da  parte di tutti i paesi europei che capiscono che il futuro che l’Europa deve dare a i propri figli non può essere un futuro di miseria, di austerità e di disoccupazione che fa scappare i giovani.
Se la Grecia cadrà, se non sarà aiutata cambiando le politiche imposte dalla Germania la catastrofe della Grecia di oggi diventerà la catastrofe della Spagna, Portogallo, Irlanda, Italia di domani. Non si rischia di perdere la Grecia. Oggi il rischio è ancora più grande . Si rischia di perdere l’Europa.

* Vassilios Savvas è un consulente di Marketing e di esportazioni. Ha studiato architettura a Milano all’inizio degli anni ottanta. Dalla metà degli anni ottanta è tornato a vivere e lavorare in Grecia. Dalla sua lettera spedita alcuni mesi fa a Renzo Santelli della Fnsi è nata la mobilitazione “Siamo tutti greci”. 

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