Giornalismo sotto attacco in Italia

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Nessun fiocco giallo per Paolo Dall’Oglio

Un cittadino italiano è stato sequestrato tre mesi fa in Siria. Nei pressi di Raqqa, al confine settentrionale del paese. E’ accaduto il 29 luglio. Quel cittadino italiano si chiama Paolo Dall’Oglio, ha 59 anni, è romano. E’ un religioso, un gesuita. Visto che il suo sequestro interessa poco la stampa, chi voglia ricordarlo, chi voglia auspicare il suo immediato rilascio, chi voglia pregare per lui, chi voglia leggere quel che ha scritto sulla Siria, chi voglia essere informato

Niger, 87 morti sotto gli occhi dell’indifferenza

7 uomini, 32 donne, 48 bambini, è di ieri la notizia del ritrovamento di 87 corpi nel deserto del Niger ai confini con l’Algeria. Queste persone sono state abbandonate dagli autisti dei camion con cui tentavano di fuggire dal loro paese, sono morti di sete, probabilmente sono stati visti agonizzare (il confine è particolarmente controllato) e sono morti dopo una sofferenza atroce sotto gli occhi dell’indifferenza. La vita di alcuni vale il prezzo del biglietto di un viaggio con la morte come compagna, merce che è utile per gli scafisti, per la mafia. La memoria è così labile che a pochi giorni da una grande strage come quella di Lampedusa

Caso Ligresti: il ministro Cancellieri si dimetta. Petizione su Change.org

La ministra Cancellieri telefona per sensibilizzare i due vice capi della amministrazione penitenziaria sulla salute di Giulia Maria Ligresti (nella foto), che pochi giorni dopo è andata agli arresti domiciliari. Il suo telefono, per le migliaia di detenuti in condizioni disumane, rimane muto. ”Resta alta la tensione nelle carceri italiane. Nel 2012 ben 1.300 detenuti hanno tentato il suicidio, 7.317 gli atti di autolesionismo e 4.651 le colluttazioni. 56 i suicidi e 97 le morti per cause naturali. Oltre 1.500 le manifestazioni

Chiude Sportitalia, la ex tv dell’imprenditore Ben Ammar che insegue Rai e la7

Articolo21 esprime solidarietà ai giornalisti dell’emittente Sportitalia che dal 1° novembre cessa di esistere. Un canale che si è spesso occupato di manifestazioni e iniziative sportive non contemplate da altre emittenti. Siamo pertanto con i giornalisti che hanno proclamato due giorni di sciopero contro la decisione di chiudere l’ex tv di Tarak ben Ammar (nella foto) che spegne il canale sportivo, e contemporaneamente dichiara il suo interessamento per la Rai e la7

Somalia, giornalisti uccisi e radio chiuse. Difendiamo la libertà di informazione.
Firmiamo petizione su Change.org

Il 28 ottobre scorso è morto a Mogadiscio Mohamed Mohamud “Tima Cade”(Testa Bionda), giornalista di Universal TV, ferito tre giorni prima in un agguato nella capitale somala. È il diciannovesimo giornalista ucciso negli ultimi mesi. Una strage di uomini e di libertà sotto gli occhi di un Occidente, che riceve i suoi governanti nelle sue sedi migliori, promettendo loro aiuti e sostegno, senza preoccuparsi della direzione in cui stanno andando la ricostruzione

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