Devono tornare alla Rai i 10 milioni di euro che le ha sottratto l’ultima Legge di Bilancio, varata dopo che l’European Media Freedom Act ha invece stabilito che ai servizi pubblici siano garantite “risorse adeguate, sostenibili e prevedibili, idonee ad assicurare il pieno svolgimento della missione e a preservarne l’indipendenza editoriale”. Per questa ragione i Consiglieri di amministrazione Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale hanno formalmente chiesto all’Amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi di “riferire tempestivamente al Consiglio di amministrazione in merito alle iniziative avviate presso le competenti sedi istituzionali” e di “dare indicazioni affinché, nel contempo, venga promossa, nelle competenti sedi giurisdizionali, ogni iniziativa ritenuta
esperibile, ivi compresa, ove ne ricorrano i presupposti, l’instaurazione di un giudizio che consenta la rimessione della questione alla Corte Costituzionale”. I tre Consiglieri ricordano di aver ripetutamente sollecitato l’Ad e il CdA, in tutte le sedute da gennaio 2026 ad oggi, “ad adottare tutte le iniziative, non esclusa anche la sede giudiziaria, atte a recuperare le risorse”, richiamando tra
l’altro il precedente del 2014, quando il CdA Rai (presidente Tarantola) deliberò di presentare ricorso contro la legge che prevedeva un contributo a carico del servizio pubblico. Nel documento i tre Consiglieri sottolineano che la richiesta viene presentata “nell’adempimento dei doveri di agire informati, di diligenza, vigilanza, corretta amministrazione e tutela dell’interesse sociale gravanti su ciascun componente del Consiglio di amministrazione, evitando ogni possibile situazione di inerzia incompatibile con i doveri imposti dalla legge, dallo Statuto sociale e dalla funzione di amministrazione della Società”.
(Ansa)
