Giornalismo sotto attacco in Italia

Contro la demolizione della Rai preparatoria dell’attacco alla Costituzione basta indignarsi?

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Ma tra i democratici italiani c’è davvero chi può pensare che la sola indignazione servirà a fermare il rullo compressore, costruito con modalità diverse, con cui i fascio-leghisti al governo continuano a tentare di schiacciare la Costituzione? Il Titanic affondò mentre poveri musicanti erano costretti a distrarre i passeggeri dalla tragedia incombente. Qui da noi sostituiamo i musicanti con le nostre lagnanze, le lamentazioni prive di qualunque altra iniziativa e la Repubblica Democratica affonderà, proprio come il Titanic.

Il massimo dell’indecenza raggiunto dal potere è la conferma di quanto Articolo 21 cominciò a denunciare, inascoltata, o addirittura sbeffeggiata, tre anni fa nei confronti dei primi attacchi frontali alla Rai. Oggi cosa si può dire, di più allarmante, di fronte alle nuove nomine, all’orgogliosa affermazione di un amministratore delegato che si vanta non di successi, ma di demolizioni di un prodotto di grande qualità come la terza rete, all’obiettivo di cancellare un’altra trasmissione di gran qualità come Caterpillar?

L’attacco all’informazione indipendente, se non adeguatamente ostacolata e combattuta con azioni concrete, non solo a parole, avrà come sviluppo ulteriore il tentativo di far passare impunemente, come progetto di modernizzare lo Stato, la nuova legge elettorale a colpi di voti di fiducia. Legge che scardinerà le due camere parlamentari, che priverà il cittadino della possibilità di scegliere i propri rappresentanti, non solo, ma tenterà di far passare indirettamente il vero biettivo della Meloni che è quello di essere investita dal voto popolare dell’incarico di presidente del consiglio.

L’attacco all’articolo 21, l’attacco alla stessa forma istituzionale della Repubblica Democratica, sono o non sono due facce della pervicace volontà della destra destra di impadronirsi del potere facendo finta di attuare la volontà politica degli italiani.

Un attacco frontale alla democrazia per come è stata voluta dai padri e dalle madri costituenti che, reduci dal criminale regime fascista, per dieci mesi studiarono il modello da dare alla nuova Italia democratica e antifascista. Tutto questo formidabile patrimonio di rispetto dei cittadini rischia di essere spazzato via da una destra destra e dai suoi alleati che vogliono soltanto rendere inattaccabile e incontrollabile il potere esecutivo. Hanno fallito con il Referendum sulla Magistratura, ci riusciranno con la legge elettorale?

Tanta indignazione per l’attacco alla Rai, sembra nessuna indignazione per questo progetto ben più pericoloso che andrebbe combattuto con altra volontà ed energia, come fanno le masse lavoratrici quando si oppongono al lavoro precario, ai salari più bassi d’Europa, alla povertà crescente, ai ricchi sempre più ricchi. Perché, almeno questa volta, data l’incombente, gravissima pericolosità dei progetti della maggioranza, le forze politiche di sinistra invece di farsi foto in comune, non seguono la lezione delle grandi organizzazioni sindacali.

Diamolo un segnale, ma che sia forte, inequivocabile sulla volontà della maggioranza degli italiani che rifiutano gli accordi con i guerrafondai, le pilatesche posizioni su Palestina e Ucraina-Russia, la passiva accettazione di una totale dipendenza dalle posizioni Usa, il silenzio sull’ormai impresentabile Netanyahu. Se le lamentazioni da indignazione sono l’equivalente dei musicanti del Titanic mentre affondava, ricacciamole dentro e sostituiamole con forti iniziative politiche che denuncino senza mezzi termini i rischi mortali che la democrazia italiana sta correndo.


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