Giornalismo sotto attacco in Italia

Caterpillar di RaiRadio2 deve andare in onda per chi lo ascolta e per il servizio pubblico

0 0

Ieri ho letto con stupore le parole di Massimo Cirri: “Lo storico Caterraduno, che da 29 anni conclude la stagione di messa in onda su RaiRadio2 di Caterpillar, potrebbe essere l’ultimo”. Se così sarà è la dimostrazione che Rossi, l’amministratore delegato della Rai, sta preparando il terreno elettorale a Giorgia Meloni: chiudere tutte le trasmissioni che all’interno del servizio pubblico, in radio e in tv, hanno creato disturbo al manovratore, portando contenuti che fanno pensare chi ascolta e chi guarda. Oggi potrebbe accade a Caterpillar di Massimo Cirri e Sara Zambotti, domani a Report di Sigfrido Ranucci, dopo domani non mi stupirei se accadesse anche a Presa diretta di Riccardo Iacona e a Il Cavallo e la Torre di Marco Damilano.

La tecnica è sempre la stessa, come capitò tre anni fa a Luca Bottura e al suo seguitissimo Forrest su RaiRadio1: chiedi al direttore di fare una riunione per parlare del prossimo palinsesto, prima rimanda, poi sparisce dai radar e infine il più delle volte vieni a sapere dalle agenzie che non andrai più in onda.  Se così accadrà: vergogna, vergogna, vergogna! E poi c’è chi si domanda perché il telespettatore e il radioascoltatore stanno volando su altri lidi!

Caterpillar appartiene alla storia del servizio pubblico, rappresenta il servizio pubblico, ha dato voce a studenti da tutto il mondo, ha dato la possibilità al cittadino di esprimere le proprie idee in diretta senza censure, raccogliendo il testimone dalle storiche trasmissioni radio come Chiamate Roma 3131, aggiungendovi una buona dose di ironia e divertimento, basti pensare a M’illumino di meno che Caterpillar organizza dal 2005 e che il Parlamento ha fatto diventare il 16 febbraio la Giornata del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili.

La direzione di RaiRadio2 alle parole di Cirri ha risposto che “sta lavorando sui nuovi palinsesti, che verranno comunicati nei tempi e nei modi consueti”. Le stesse parole del direttore di Rai1 Del Noce sulla conferma del Fatto di Enzo Biagi, che poi fu cacciato dalla Rai. Ma lì c’era un editto bulgaro voluto dal presidente del Consiglio Berlusconi, qui invece potrebbe essere che chi comanda in azienda è più realista del re, anzi della regina. Mi auguro di sentire ancora in onda Cirri e Zambotti che ci ricordano: Verità e Giustizia per Giulio Regeni.


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21