Giornalismo sotto attacco in Italia

Torino Pride. Libertà è partecipazione

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160 mila persone per le strade di Torino per celebrare i vent’anni del Pride cittadino

Una marea di persone per celebrare i vent’anni del Pride cittadino Il Coordinamento Torino Pride sin dal 2006 organizza il Pride a Torino e promuove iniziative e progetti nell’ambito dei diritti civili, svolgendo un ruolo di mediazione tra le associazioni che operano a sostegno delle persone LGBTQIA+. Anche quest’anno, come di consueto, il Coordinamento è riuscito a portare decine e decine di migliaia persone (probabilmente oltre centomila) in cammino per le vie torinesi; una moltitudine accorsa per celebrare la grande festa arcobaleno: quella del
Pride. Manifestazione che con questa edizione ha festeggiato i suoi primi vent’anni di vita. Partita inizialmente da corso Massimo d’Azeglio, nel tratto tra corso Marconi e corso Vittorio, la “processione laica” è poi passata davanti al Valentino e ha percorso molte strade del centro.
«Un itinerario – è stato ricordato – che potrebbe essere un’anticipazione di quello dell’EuroPride 2027», ossia quando i movimenti europei per i diritti delle persone Lgbtq+ si raduneranno nel capoluogo piemontese. Il motto di questa ventesima edizione era: “Venti di lotta”. Un gioco di parole per celebrare l’anniversario e richiamare la piazza all’azione culturale. Le strade di Torino hanno dunque accolto questa
moltitudine di persone sino alla destinazione con il consueto palco (Piazza Vittorio). A traino dei diversi gruppi c’erano tanti furgoni
addobbati a festa e forniti di casse per diffondere la musica e lanciare gli slogan dedicati ai diritti, alle libertà: ad urlare, erano soprattutto i giovani e le giovani, ma anche tante famiglie con bambine e bambini, alcuni dei quali ospitati sui furgoni in movimento, spesso circondati da persone con disabilità. I diritti, o sono per tutti… o non lo sono. Danze, parole, abiti sgargianti e ventagli arcobaleno, intanto, coloravano la città. Torino, non a caso, è il Comune italiano dov’è nato il primo movimento LGBT italiano, e dove si è tenuto il primo Convegno internazionale lesbico in Italia, luogo dov’è sorto il primo consultorio pubblico per l’affermazione di genere. Tutt’oggi la città del Lovers
Film Festival. Una città che, anche quest’anno, ha ribadito con forza la sua predisposizione: «Ogni anno – ricordano con orgoglio i promotori – è una lotta che facciamo per i diritti di tutti, soprattutto per chi ne ha meno delle altre persone. La nostra battaglia non è solo nostra: è una lotta intersezionale, è la battaglia per una società più giusta e più abitabile per tutti. In Italia come nel resto del mondo le comunità LGBTQIA+ sono presenti e resistono, convintə che i diritti di unə siano i diritti di tuttə e che, insieme, possiamo difenderli e
conquistarne di nuovi. […] Siamo contro tutte le guerre, perché crediamo in un mondo in cui la cura valga più delle armi». Il coordinamento, per chi volesse leggerlo nella sua interezza, propone una piattaforma politica, disponibile sul sito ufficiale del Coordinamento. E la politica c’era: fasce tricolori portate da assessori, consiglieri, sindaci; dichiarazioni politiche; anche quella sociale, cuoricini arcobaleno esibiti dai più giovani. Soprattutto era udibile un lessico accessibile a tutti per parlare di diritti, di inclusione e di comunità. Ma la parola chiave per eccellenza è stata certamente quella non detta, ma visibile a chiunque: “partecipazione”. Un Pride per tutte e tutti: sul palco di piazza Vittorio sono intervenuti oltre alle autorità istituzionali e agli organizzatori, l’attrice Ambra Angiolini (madrina di quest’anno) con la figlia Jolanda Renga e la cantautrice Francamente. Jolanda Renga, mostrando un foglio bianco, ha urlato
dal palco: “Il Pride è un posto dove nessuno decide per noi. Vi auguro di avere il coraggio di lasciare qualche pagina bianca della vostra vita, per potervela scrivere da soli”. È stata una bella festa, un’occasione per ricordare che, per citare Gaber, “La libertà è partecipazione”. Articolo 21 Piemonte era presente e ha respirato a pieni polmoni quest’aria di festa e di libertà.


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