Giornalismo sotto attacco in Italia

Luigi “Luca” Esposito, l’autopsia rivela la causa della morte: ucciso per asfissia meccanica violenta. Tracce di fuliggine nelle vie aeree

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La morte di Luigi “Luca” Esposito continua a essere al centro di un’inchiesta complessa che punta a ricostruire ogni dettaglio degli ultimi momenti di vita del giornalista sportivo, trovato senza vita nel Salernitano, dove sarebbe stato ucciso e poi dato alle fiamme in un terreno agricolo nel comune di Eboli nella mattinata di domenica scorsa, 19 luglio.

L’elemento principale emerso dagli accertamenti medico-legali, durati oltre tre ore, riguarda la causa del decesso: l’autopsia avrebbe stabilito che il reporter campano è morto per asfissia meccanica violenta, un termine che indica un impedimento alla respirazione provocato da un’azione esterna.

Un ulteriore elemento emerso dagli esami riguarda il ritrovamento di tracce di fuliggine nelle vie aeree della vittima. Questo dato, secondo i primi riscontri medico-legali, farebbe ritenere con molta probabilità che Esposito fosse ancora vivo quando il corpo è stato incendiato, avendo inalato i prodotti della combustione. Saranno comunque gli ulteriori accertamenti a stabilire con certezza la dinamica e la successione temporale degli eventi.

Gli investigatori stanno ora lavorando per chiarire con precisione la sequenza dell’aggressione e i momenti che hanno preceduto e seguito la morte del giornalista. Sul corpo sono state riscontrate numerose fratture, soprattutto nella zona delle costole, ma saranno necessari ulteriori esami per stabilire la natura delle lesioni e se siano riconducibili all’aggressione oppure agli effetti dell’incendio.

L’identificazione della vittima: gli esami odontologici danno una forte compatibilità, manca la conferma definitiva

Le condizioni della salma hanno reso particolarmente difficoltoso il riconoscimento immediato. L’identificazione ufficiale non sarebbe ancora conclusa, ma gli esami odontologici avrebbero fornito un riscontro molto significativo: il confronto dei dati dentari risulterebbe compatibile con quelli di Luigi Esposito.

Gli accertamenti scientifici proseguiranno per arrivare alla conferma definitiva anche attraverso ulteriori verifiche genetiche. Per completare il percorso di identificazione, una delle due sorelle del giornalista è stata convocata per il prelievo del Dna, che sarà confrontato con quello della vittima.

Il mistero del cellulare e il computer sotto esame

Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda il telefono cellulare del giornalista, che non è stato ritrovato. Il dispositivo potrebbe contenere informazioni importanti sugli ultimi contatti, sugli spostamenti e sulle persone incontrate prima della morte.

Gli investigatori stanno analizzando anche il computer personale di Esposito, acquisito nell’ambito delle indagini. Il materiale informatico potrebbe aiutare a ricostruire eventuali comunicazioni, attività online e movimenti digitali della vittima.

Come racconta l’amica Mary Esposito: “Luca aveva due cellulari, uno usato per il traffico dati e uno per il traffico telefonico. Preferiva sempre parlare con il numero dove aveva l’app. A me risulta, come ultimo accesso su WhatsApp, che si sia collegato la sera di sabato alle 22.32. Ogni volta che si spostava in auto gli piaceva stare al telefono. Quindi, la sera del delitto, o era con qualcuno in macchina oppure stava parlando al telefono. Non amava, questo è certo, guidare dopo il tramonto. Preferiva evitarlo”.

Un amico del giornalista, che ha chiesto di restare anonimo, intervistato nel corso della trasmissione “La Vita in Diretta”, ha riferito un particolare relativo ad alcuni messaggi WhatsApp inviati a Esposito. Secondo il suo racconto, inizialmente i messaggi risultavano con una sola spunta, quindi non consegnati, mentre successivamente sarebbero comparsi come ricevuti. Questo sarebbe avvenuto dopo l’omicidio.

Gli inquirenti stanno verificando il significato di questo elemento e se possa essere collegato a un eventuale accesso all’account del giornalista dopo la sua scomparsa.

La fede nuziale e il mistero della vita privata

Tra gli aspetti che gli investigatori stanno approfondendo c’è anche la vita privata di Esposito. Alcuni amici avrebbero raccontato che il giornalista diceva di essere sposato da circa cinque anni con una donna di Caserta, indicata come una farmacista di nome Simona.

Secondo queste testimonianze, Esposito avrebbe parlato poco di questa relazione e nessuno degli amici avrebbe mai incontrato la donna né visto fotografie della coppia. La fede nuziale, però, sarebbe stata notata in alcune occasioni pubbliche e durante eventi ai quali il giornalista aveva partecipato.

Anche questo dettaglio viene ora valutato dagli investigatori per ricostruire il contesto personale della vittima, le sue frequentazioni e i rapporti più stretti.

La precisazione dell’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise

Sul fronte professionale è arrivata anche una nota dell’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise, firmata dal presidente Arnolfo Petruzziello.

“In riferimento ai tragici fatti di cronaca di cui è rimasto vittima il giornalista Luca Esposito (all’anagrafe Luigi), si precisa che la persona indicata non risulta iscritta all’Albo dell’Ordine”.

Il caso arriva anche sulla stampa estera

L’omicidio di Luigi Esposito ha attirato attenzione anche oltre i confini italiani. La vicenda è stata raccontata da testate internazionali come People e New York Post, mentre organizzazioni che si occupano della tutela dei giornalisti, tra cui il Committee to Protect Journalists e la European Federation of Journalists, hanno chiesto che vengano approfondite tutte le ipotesi investigative, compresa l’eventuale relazione tra il delitto e l’attività giornalistica della vittima.

Al momento, però, non sono emersi elementi definitivi che colleghino l’omicidio al lavoro svolto da Esposito. Le indagini proseguono per dare un’identità certa alla vittima, recuperare il telefono scomparso, analizzare i dispositivi informatici e soprattutto individuare il responsabile di un delitto che presenta ancora numerosi interrogativi


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