Giornalismo sotto attacco in Italia

Così l’editore del New York Times “resiste” a Trump

0 0
 Quella dell’editore del New York Times Arthur Gregg Sultzberger è una vera e propria chiamata alle armi. Le armi della indipendenza di giudizio e della autonomia editoriale rispetto alle ingerenze della politica. L’editore non ha potuto stare zitto di fronte all’offensiva politica dell’amministrazione Trump nei confronti di tutta l’informazione (cartacea e  televisiva ) ritenuta  non sufficientemente addomesticata e sostenitrice del potere politico in carica. Lo strumento privilegiato di questo controllo è nel cambiamento dei pacchetti azionari. Jeff Bezos  il miliardario proprietario di Amazon e sodale di Trump , ha da tempo acquistato il Washington Post addomesticandolo e provocando un calo drastico di abbonati e lettori. Analoga cambiamento di proprietà ha provocato una brusca sterzata territoriale nel network televisivo CBS. I nuovi proprietari hanno assunto come responsabile dell’informazione Bari Weiss che era uscita precedentemente dal York Times in polemica con la cultura Woke e  che si è subito resa protagonista di una serie di episodi censori provocando un crollo degli indici d’ascolto dello storico telegiornale che fu di Dan Rather.
In forza fino a pochi giorni fa alla Cbs era l’ultima vittima eccellente della censura trumpiana , quello Stephen Colbert che non aveva mai risparmiato , nel suo show quotidiano , ironia e battute sul presidente americano, secondo un’antica tradizione degli show di seconda serata. Non solo è stato licenziato su due piedi, ma lo stesso Trump ci ha tenuto a immortalarlo in un video creato con l’intelligenza artificiale, nel quale il presidente caccia il conduttore buttandolo nel bidone della spazzatura. I media che ancora resistono sono molti -sottolinea Sultzberger: la Associated Press che si è rifiutata di rinominare il Golfo del Messico ribattezzando lo Golfo d’America e venendo per questo motivo esclusa dalla conferenza quotidiana della casa Bianca, il New York Times che deve subire però cause miliardarie da parte della stessa Casa Bianca e addirittura il Wall Street Journal, l’organo tradizionale dell’imprenditoria americana che senza essere in alcun modo di sinistra non può fare a meno di rilevare i passi pericolosi e avventati di una presidenza che mette a repentaglio i fondamenti dell’economia a stelle e strisce. Non tutto è perduto conclude l’editore del New York Times :c’è ancora che resiste, ma bisogna ricordare a chi china il capo che non riuscira’ in questo modo a salvare dignità e nemmeno posto di lavoro. Il pubblico ha già dato la sua valutazione. Le televisioni che si adeguano come la cbs sono crollate negli indici  d’ascolto così come i quotidiani come il Washington Post che continuano a perdere copie e hanno già avviato una drastica politica di riduzione del personale .Se c’è un futuro nel mondo difficile delle informazioni di domani sicuramente non sarà quello di cassa di risonanza del potere politico .

Iscriviti alla Newsletter di Articolo21