Il Roseto Comunale di Roma diventa luogo di memoria civile. Il Roseto Comunale di Roma, nato nel 1951 come simbolo di rinascita, bellezza e insieme di quella fragilità che appartiene alla vita, ha ospitato domenica 17 maggio un momento di particolare significato civile e culturale. In occasione dell’84ª edizione del Premio Internazionale Roma, è stata assegnata una menzione speciale alla memoria di Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano barbaramente ucciso in Egitto nel 2016, la cui storia continua a reclamare verità e giustizia.
La cerimonia ha portato con sé un annuncio: dal palco della premiazione, l’assessora all’Ambiente del Comune di Roma Sabrina Alfonsi, alla quale il cosiddetto “popolo giallo” ha donato un braccialetto e una spilletta del colore simbolo della campagna per Giulio, ha annunciato che a partire dalla prossima edizione nascerà ufficialmente il premio “Una Rosa Gialla per Giulio Regeni”. Un riconoscimento permanente che intende tenere viva la memoria del ricercatore e i valori di libertà, curiosità intellettuale e ricerca.
La rosa gialla dedicata a Giulio potrà essere così ammirata nel roseto comunale, diretto da Antonello Santelli, al quale va un ringraziamento particolare per essersi attivato affinché il premio trovasse istituzione ufficiale.
Non è la prima volta che il mondo botanico si fa custode della memoria di giornalisti e ricercatori caduti nell’esercizio della loro missione. Il Roseto Comunale conosce già questo gesto: con una rosa bianca battezzata “Ilaria”, Davide Dalla Libera aveva reso omaggio a Ilaria Alpi, la giornalista del Tg3 uccisa in Somalia nel 1994 insieme all’operatore Miran Hrovatin. “La natura può renderci eterni”, aveva detto allora. Un’idea potente, che il giardino romano raccoglie e rilancia oggi con il giallo di Giulio.
Anche l’Orto Botanico di Pavia aveva seguito questa strada nel 2024, rendendo omaggio ad Andy Rocchelli, il fotoreporter di Pavia ucciso nel Donbass nel 2014. I fiori come forma di memoria lunga, resistente alle stagioni e all’oblio. In un Paese che fatica ancora a fare piena luce su troppe morti rimaste senza giustizia, questi omaggi botanici non sono semplici gesti simbolici. Sono radici. Sono la scelta di non lasciare che i nomi si dissolvano nel silenzio. La famiglia di Giulio Regeni, i suoi amici, chi ha gridato “Verità per Giulio” in questi anni sanno che ogni riconoscimento pubblico è un atto politico oltre che affettivo. Una rosa gialla nel roseto di Roma dice, a chi governa e a chi ha responsabilità diplomatiche, che quella storia non è archiviata. Che Giulio è ancora qui, tra noi, nel colore che lo rappresenta. Altro premio speciale istituito quest’anno è una Rosa per la Pace. Sul palco per la premiazione un giovane palestinese ospite a Roma nell’ambito del progetto LAND, una scuola di cinema gratuita a Roma che ospita 12 giovani filmmaker provenienti da Gaza e dalla Cisgiordania.
