“Chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo (Sal 115,4-8), cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio. Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra! La vera forza si manifesta nel servire la vita. ”
A pronunciare queste parole e’ Papa Leone . Una solennità e una fermezza che hanno ricordato gli accenti della condanna della mafia pronunciata da Papa Woytila in Sicilia .
Non è’ una dichiarazione estemporanea . Nella stessa giornata di domenica si e’ scagliato contro la guerra il vescovo di Washington Robert Mckelroy: “Quando lasceremo questa chiesa stasera, dobbiamo andare oltre la preghiera. Come cittadini e credenti in questa democrazia che apprezziamo così profondamente, dobbiamo sostenere la pace con i nostri rappresentanti e leader.
“Non è sufficiente dire che abbiamo pregato. Dobbiamo anche agire. Perché è molto probabile che i negoziati falliranno a causa della recalcitranza da entrambe le parti, e il presidente si muoverà per rientrare in questa guerra immorale.
“In quel momento critico, come discepoli di Gesù Cristo chiamati ad essere pacificatori nel mondo, dobbiamo rispondere vocalmente e all’unisono: “No. Non nel nostro nome. Non in questo momento. Non con il nostro paese.”
Ogni commento e’ superfluo.
