Non si può abbandonare chi da 46 anni si batte per ottenere, come l’Associazione dei Parenti Vittime della Strage di Ustica, presieduta da Daria Bonfietti, verità e giustizia su chi lanciò il missile che il 27 giugno 1980 causò una Strage abbattendo un aereo civile: il DC9 Itavia partito da Bologna per Palermo. Lo si deve alle 81 vittime, ai loro famigliari e a tutti i cittadini italiani che combattono il cancro del depistaggio a difesa della democrazia. Per questo bisogna insistere nell’avere risposte dalla Francia su chi è stato l’autore materiale della Strage di Ustica. iI fatto che l’aereo si trovò all’interno di una battaglia è accertato e ribadito negli atti della stessa Procura romana che oggi chiede l’archiviazione. L’indagine è partita, dopo la dichiarazione, sotto giuramento, del presidente emerito Francesco Cossiga, la sua fonte era l’ammiraglio ex Sismi Fulvio Martini da cui apprese, dopo la sentenza della Cassazione nel processo ai Capi di Stato Maggiore su fatti avvenuti dopo la Strage, che il DC9 si trovò all’interno di una battaglia aerea e fu abbattuto da un missile, smentendo la deposizione che lo stesso Martini aveva fatto durante il processo in cui dichiarò, mentendo, che era stata una bomba collocata all’interno dell’aereo a farlo esplodere.
La testimonianza di Cossiga ha due importanti valenze: la prima, la conferma di ciò che è segnalato dai tracciati Radar, la seconda, se mai ce ne fosse stato bisogno, il costante depistato della verità da parte di apparati dello Stato.
Nella seconda udienza di fronte al GIP che dovrà decidere se accettare la proposta della Procura di archiviare o proseguire nelle indagini, è stata la volta dagli avvocati dell’Associazione, Alessandro Gamberini e Daniele Osnato, che hanno ribadito la necessità di non archiviare e di proseguire nella ricerca della verità: “Ustica non può essere archiviata” senza fare luce sui suoi autori materiali e senza ottenere risposte chiare dalla Francia sulla presenza nel mar Tirreno della portaerei francese Foch e sulle azioni militari di aerei francesi e americani partiti dalla aeroporto militare di Grazzanise (Caserta) tracciati dallo Shape della Nato a Bruxelles.
In questi anni la solidarietà ai parenti delle vittime è arrivata dal capo dello Stato Sergio Mattarella mentre dalla presidenza del Consiglio tutto tace.
In questi giorni è accaduto un fatto importante a cui Palazzo Chigi non può non rispondere, l’onorevole del PD Andrea De Maria, bolognese, già sindaco di Marzabotto, si è fatto portavoce intervenendo in Parlamento per chiedere alla presidente Giorgia Meloni di dare indicazioni all’Avvocatura della Stato di pronunciarsi contro l’archiviazione: “Lo dobbiamo alle vittime e ai loro familiari e alla difesa della nostra sovranità nazionale violata il 27 giugno 1980 da una battaglia aerea sui cieli di Ustica”. Chiedendo al Governo di intervenire presso i paesi amici, Francia e USA, per avere le informazioni che consentano alla magistratura italiana di proseguire nelle indagini.
Prossima udienza il 24 giugno.
