Nel momento in cui torna in auge la presunta legge contro l’antisemitismo, che sa tanto di un nuovo attacco al pensiero critico e di aggressione verso chiunque si opponga non al popolo ebraico (ci mancherebbe altro!) ma al governo Netanyahu, non si contano più le intimidazioni a danno di chiunque non si arrenda allo spirito dei tempi.
Nello Scavo, Nico Piro, Stefania Maurizi, Carlo Bartoli e adesso persino Beppe Giulietti e Vittorio Di Trapani: non si salva nessuno, tutti responsabili di non voler imbavagliare i colleghi, di non voler calpestare l’articolo 21 della Costituzione e di voler difendere il diritto di croniste e cronisti di continuare a chiamare criminali i criminali, qualunque sia la loro nazionalità e qualunque sia il loro posizionamento sullo scacchiere internazionale.
Al che, senza abbassarci a certi livelli e senza entrare in polemica con chicchessia, ci limitiamo a porre alcune domande: ma voi quando noi ci battevamo contro Khamenei, la sua ferocia sanguinaria, la sua tirannide e la sua oppressione nei confronti di donne, giovani e manifestanti liberi, a cominciare dal movimento Donna, vita, libertà sorto in seguito alla barbarie contro Mahsa Amini, voi quando noi manifestavamo sotto l’ambasciata iraniana difendendo i valori universali, voi che ora vi siete schierati, ancora una volta e come un sol uomo, al fianco di Trump e Netanyahu, voi dov’eravate?
Quando avrete risposto a questi semplici interrogativi, dimostrando di odiare gli indifferenti nel senso gramsciano del termine, allora potremo confrontarci.
