C’è qualcosa di profondamente inquietante che emerge attorno alla vicenda di Iurillo. Non parliamo solo del muro di gomma istituzionale o del silenzio assordante di una parte della politica locale, dinamiche purtroppo note a chi fa giornalismo d’inchiesta in provincia. La cosa più grave, che lascia un senso di profonda amarezza e indignazione, è l’atteggiamento di una certa stampa locale e istituzionale. Anziché fare quadrato attorno a un collega minacciato o sotto attacco, alcuni organi di informazione si sono prestati a una narrazione ribaltata, arrivando persino a denigrare e attaccare direttamente il cronista. Un cortocircuito deontologico in cui l’informazione perde il suo ruolo di “cane da guardia del potere” per trasformarsi nel suo braccio armato, nel tentativo di distruggere la credibilità di chi scava tra le carte e i cantieri.
(Tratto dall’editoriale di Michele Cinque di Positanonews)
