25 luglio, non una data qualsiasi. Ottantatré anni fa, infatti, in seguito alla seduta fiume del Gran consiglio del fascismo, conclusasi con l’Ordine del giorno Grandi, cadeva il regime mussoliniano e aveva inizio, di fatto, il biennio che avrebbe consentito il ritorno dell’Italia alla democrazia e alla libertà.
Nel giorno delle pastasciutte anti-fasciste, in onore della famiglia Cervi, Rocco Maruotti, segretario generale dell’ANM, ci regala un’intervista a metà fra storia e memoria: il G8 di Genova e la strage fascista di Bologna, l’anti-fascismo e la tragedia di Abderrahim Fakir, sempre a Bologna, le nuove norme “anti-maranza” varate dal governo, che contribuiranno a riempire ancora di più le carceri minorili, come se non bastasse il decreto Caivano, e la legge elettorale in discussione, i cui profili di incostituzionalità sono stati già segnalati da alcuni fra i più autorevoli costituzionalisti.
È un quadro allarmante, quello delineato da Maruotti: un’analisi lucida e senza strumentalizzazioni, una disamina basata sui fatti e compiuta in punta di diritto, comprese le possibili conseguenze che la suddetta norma anti-maranza potrebbe avere in autunno sulle manifestazioni studentesche e universitarie.
Pensieri e parole di un giurista che ha come faro la Costituzione: facciamone tesoro.
