Giornalismo sotto attacco in Italia

La dura battaglia per la legalità sul lavoro in provincia di Latina. Assalto all’auto degli ispettori

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La mattina del 24 luglio una squadra di ispettori del lavoro di Latina si reca in un’azienda di ortaggi a Sezze (in provincia di Latina), in una località che si chiama Archi, dove insiste un’elevatissima concentrazione di braccianti, molti dei quali sono irregolari e sottopagati. Lo sanno tutti ma è una zona dove è difficile controllare a tappeto le aziende. Così quando arrivano gli ispettori e iniziano le operazioni di verifica scatta una sosta di alert per caporali e padroni. E mentre viene visionata la documentazione sulla sicurezza e le condizioni dei braccianti, qualcuno distrugge (letteralmente) l’auto dell’Ispettorato provinciale del lavoro, viene rotto il vetro principale, forate le gomme, intaccata la carrozzeria probabilmente con colpi di martello. L’ispezione ha fatto emergere irregolarità gravissime ed è stata disposta la chiusura dell’azienda ma gli operatori sono dovuti tornare in ufficio con un’altra auto, scortati dai carabinieri che hanno avviato le indagini e inviato una informativa in Procura. “Episodio gravissimo” lo ha definito il segretario generale della Cgil di Latina e Frosinone, Giuseppe Massafra che ha anche inviato un messaggio di solidarietà ai lavoratori dell’ufficio di Latina dell’Ispettorato.

“Si tratta di una vicenda di estrema gravità, che rappresenta un attacco non solo ai funzionari dello Stato impegnati nel contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo, ma all’intero sistema di tutela dei diritti e della legalità. Colpire chi è chiamato a vigilare sul rispetto delle norme significa tentare di intimidire lo Stato e chi opera quotidianamente per garantire dignità, sicurezza e giustizia nei luoghi di lavoro. – ha scritto Massafra in una nota – Questo episodio evidenzia, ancora una volta, l’atteggiamento senza scrupoli di chi continua a fare profitto sulla pelle dei lavoratori, calpestando diritti fondamentali e reagendo con la violenza e l’intimidazione quando vengono messi in discussione interessi illeciti consolidati. È il segno evidente di un degrado sociale e culturale che va contrastato con la massima fermezza, rafforzando l’azione di controllo, il presidio dello Stato sul territorio e la collaborazione tra tutte le istituzioni, le forze dell’ordine e le organizzazioni sindacali. Non può esserci alcuna zona franca in cui sfruttamento, caporalato e illegalità possano prosperare”.

Il destino o, più concretamente, l’alto livello di caporalato presente ha voluto che questa storia avvenisse lo stesso giorno in cui a pochi chilometri di distanza in piazza della Libertà a Latina, sotto la sede della Prefettura, fosse in corso un sit in di protesta per la morte di due operai edili nell’arco di dodici ore proprio a Latina. Si chiamavano Wladyslaw Pernal, 64 anni, e quella di Francesco Gritto, 54 anni, hanno avuto u n malore e ora la Procura sta valutando se abbia inciso il caldo estremo di questi giorni.
In piazza, con i sindacati confederali c’era la figlia di uno dei lavoratori deceduti, Jessica, che ha preso la parola a nome del papà e di tutte le famiglie che rischiano di non vedere più tornare a casa uno dei familiari.


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