Fabio Anselmo è l’avvocato che chiunque di noi vorrebbe incontrare qualora dovesse averne bisogno. I casi di cui si occupa, infatti, non sono mai semplici e spesso vedono coinvolte le parti peggiori delle forze dell’ordine e della politica, fra depistaggi, omissioni, strumentalizzazioni, frasi lanciate a caso sui giornali e in televisione e disinformazione a gogò, volta a far passare l’idea che in fondo determinati personaggi se la siano “andata a cercare”. Da Carlo Giuliani in poi, del resto, questo sembra essere il mantra dei difensori dell’ordine costituito: gli ultimi, i marginali, i problematici, coloro che non hanno santi in Paradiso e magari hanno anche qualche problema mentale o di tossicodipendenza costituiscono vite di scarto, pertanto sacrificabili.
L’avvocato Anselmo, già difensore della famiglia Aldrovandi e soprattutto di Ilaria Cucchi, di cui oggi è anche il compagno, ribadisce con forza che questo principio non sia accettabile: non in uno Stato democratico, almeno. E così, mentre si occupa della tragedia di Abderrahim Fakir, l’uomo morto a Bologna, nel quartiere Pilastro, in seguito a un fermo di Polizia, le cui cause della scomparsa sono ancora da accertare, ci racconta in anteprima alcuni dettagli su come intenda impostare il collegio difensivo e cosa abbia imparato in tanti anni trascorsi al fianco di coloro che la società ha deciso di abbandonare, neanche fossero rifiuti.
Papa Francesco invitava a ripudiare la “cultura dello scarto”, papa Leone si è posto in scia, la politica invece spesso ha taciuto o, peggio ancora, è stata connivente, come testimonia la solitudine del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, finito sotto scorta per non aver accettato di veder trasformata la sua città in una nuova Minneapolis.
Noi saremo al loro fianco: di Fabio Anselmo, della famiglia Fakir e del sindaco Lepore, affinché prevalgano verità e giustizia e vengano tenuti a bada i sentimenti di odio e di vendetta che, su entrambi i fronti, si stanno pericolosamente manifestando.
