A Bologna un 25 luglio di Pastasciutta Antifascista organizzato da Cucine Popolari e ANPI Bologna con l’adesione di Articolo 21 ed altre associazioni, in ricordo della famiglia Cervi che a Campegine (Reggio Emilia) festeggiarono il 25 luglio 1943, con tutti i compaesani, distribuendo pastasciutta la caduta del fascismo e l’arresto di Mussolini. La manifestazione, a cui hanno partecipato tanti cittadini, è stata dedicata anche al sindaco Matteo Lepore, minacciato di morte per aver organizzato il presidio in piazza Re Enzo in memoria di Abdrrahim Fakir in nome di verità e giustizia. La Questura ha deciso di assegnare al sindaco la scorta.
Ci stiamo avviando verso il 46° anniversario della strage della Stazione di Bologna: 2 agosto 1980, 85 morti e 216 feriti, Paolo Lambertini, il presidente dell’Associazione Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna dopo Paolo Bolognesi, ha denunciato in una intervista a la Repubblica la richiesta del legale di Gilberto Cavallini, Gabriele Bordoni (lo stesso dei poliziotti coinvolti nella morte di Fakir), di un nuovo esame del Dna su Angela Fresu, definendolo: “ l’ennesimo tentativo di riaprire la pista palestinese, l’ennesimo attacco alla verità. Lasciate stare quelle povere vittime”. Come avevamo previsto sul nostro sito nei giorni scorsi l’immancabile tentativo di depistare.
Nel frattempo il Governo ha deciso di inviare a Bologna in sua rappresentanza, nel giorno della memoria per non dimenticare, il sottosegretario della Lega Nicola Molteni. Per la prima volta non vi sarà un ministro, facendo nascere il dubbio, continua Lambertini “che non sia un segnale di disimpegno”, poi aggiunge: “Io non credo, misureremo la presenza del Governo sulla base delle risposte che il sottosegretario darà”.
D’altra parte dobbiamo tener ben presente chi sta governando in Italia, il Paese nato dalla lotta di liberazione e dall’antifascismo, come ha puntualmente denunciato il senatore Roberto Scarpinato ex magistrato che in occasione dell’anniversario dell’omicidio di Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta il 19 luglio 1992, rispondendo alle parole del presidente del Senato Ignazio La Russa che in polemica con il fratello del magistrato Salvatore ha dichiarato che “Borsellino, se non fosse stato ucciso, oggi farebbe parte del loro Governo”, definendo lui e camerati di partito, prima ammiratori di quelli che hanno fatto le stragi di Bologna, di Brescia, di Milano: “La Russa nel 2007 ha partecipato ai funerali di Nico Azzi estremista di destra che nel 1973 era salito sul treno Torino-Roma con una carica di tritolo per farlo saltare in aria e non ci riuscì per puro caso. La presidente del Consiglio Meloni ha sempre manifestato l’assoluta ammirazione per Pino Rauti componente della Repubblica di Salò che definì “la democrazia una malattia dello spirito”, che fondò Ordine Nuovo, da lì passarono condannati per stragi. Chiara Colosimo che si definisce erede di Paolo Borsellino lei che si è fatta fotografare con uno stragista come Luigi Ciavardini”. Scarpinato, rivolgendosi direttamente ai tanti giovani presenti a Palermo, arrivati da tutt’Italia ha così concluso: “Paolo Borsellino si è fatto uccidere per voi e non per loro. Non ci sono due antimafie ce n’è una sola ed è quella di Borsellino e Falcone”.
Per tutto questo dobbiamo il 2 agosto dobbiamo vigilare che non accano incidenti.
