Giornalismo sotto attacco in Italia

Aula vuota per l’inaugurazione del banco di Giacomo Matteotti

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C’è un’indifferenza sospetta che si lascia notare, ci sono atteggiamenti che non passano inosservati. Ed è ciò che si è visto questa mattina  nell’Aula della Camera dove si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della targa apposta sullo scranno parlamentare da cui Giacomo Matteotti pronunciò il discorso di denuncia dei brogli elettorali fascisti che gli sarebbe costato la vita. Matteotti in quel periodo stava anche indagando sulla corruzione dei gerarchi fascisti e in specie su una tangente che portava direttamente al fratello di Benito Mussolini, Arnaldo. Il discorso che gli è costato la vita lo tenne il 30 maggio 1924 in una Camera dove deputati-squadristi più volte lo interruppero e minacciarono. Il 10 giugno venne aggredito e sequestrato mentre percorreva a piedi il lungo Tevere e il suo corpo fu scoperto più di due mesi dopo. Da poche ore il banco numero 14 è per sempre il banco di Giacomo Matteotti. Quel che sconvolge è l’assenza, più che vistosa, tra i banchi della maggioranza e in particolare in quelli di Fratelli d’Italia, il partito che non ha mai davvero rinnegato il regime fascista, anzi altissime cariche dello Stato conservano tuttora il culto del duce e relativi cimeli. Quell’aula deserta dice molto di più di ciò che appare dalla foto, a sua volta emblematica.


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