Giornalismo sotto attacco in Italia

“Perché siamo qui”. La solidarietà dei genitori di Mario Paciolla alla famiglia Trentini

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 Siamo Anna e Pino, i genitori di Mario Paciolla, e  ci sentiamo profondamente vicini alla famiglia di Alberto Trentini. Conosciamo il dolore dell’incertezza, l’attesa di notizie che non arrivano e la fatica di restare sospesi in una speranza che sembra non trovare risposta. Nessuno dovrebbe vivere nell’ombra, soprattutto quando in gioco ci sono la libertà e la dignità di una persona che ha dedicato la propria vita al bene comune.  Ringraziamo gli organizzatori di questo evento, Articolo 21, il suo Presidente Beppe Giulietti e tutte le giornaliste e i giornalisti che, con coraggio, continuano a essere una scorta mediatica per chi attende verità e giustizia.  Lo ribadiamo con forza: la vicenda di Mario Paciolla, troppo spesso ignorata e ostacolata, merita attenzione e trasparenza. Il clamore mediatico e televisivo è necessario a far emergere la verità che  sembra essere frenato da chi ha interesse a mantenerla nascosta. Ma la verità deve emergere, tutta. Mario non si è suicidato: è stato ucciso e noi abbiamo il dovere civico e morale di continuare a chiederlo con determinazione ed utilizzeremo tutti i mezzi a nostra disposizione.  Queste storie non appartengono solo alle famiglie: appartengono alla società intera, riguardano la nostra “meglio gioventù”, persone che hanno creduto nella giustizia, nella cooperazione e nella pace. Per questo non possono essere dimenticate e  solo così potremo onorare davvero la loro vita e il loro coraggio. Oggi siamo qui per rinnovare un impegno che non si spegne e che continua a camminare con forza e dignità  per Mario, e per tutte le verità ancora intrappolate nel silenzio finché giustizia non sarà fatta.Intanto ci auguriamo che presto Alberto possa essere tra noi e riabbracciare i suoi cari.


Anna e Pino Paciolla


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