Escussioni sui depistaggi al processo Regeni, anche oggi scorta mediatica con Articolo 21

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Piove in piazzale Clodio il giorno dell’udienza che potrebbe svelare i depistaggi dopo la morte di Giulio Regeni, o aggiungere tasselli importanti. Davanti ai cancelli della cittadella giudiziaria anche questa volta c’è il popolo di Giulio siamo noi, c’è Articolo 21 con il coordinatore Giuseppe Giulietti e Lidia Galeazzo, ci sono Elly Schlein col braccialetto giallo che indossa da anni, e Gianni Cuperlo, studenti in rappresentanza del liceo Tasso e sempre sullo sfondo quel colore giallo che identifica questa lunga, complessa, dolorosa battaglia per accertare la verità sulla morte dello studente italiano ucciso in Egitto otto anni fa. L’udienza di oggi è incentrata sull’escussione dei carabinieri del Ros che andarono a II Cairo e, come ha sottolineato l’avvocato Alessandra Ballerini prima di entrare in Tribunale è, anche questa, una possibile ricostruzione sui depistaggi. I genitori di Giulio, composti e determinati, non si sottraggono all’abbraccio collettivo né ai fotografi e ai cameramen. La scorta mediatica ha avuto un suo ruolo nel caso Regeni, ma non solo in questo. Prima di entrare Giulietti ricorda l’altra vicenda oscura che ha coinvolto un giovane giornalista, Andrea Rocchelli, ucciso nel Donbass dieci anni fa esatti, il 24 maggio sarà la data della ricorrenza di quella tragica aggressione da parte dell’esercito ucraino. “Andy verrà ricordato a Pavia con una iniziativa straordinaria, ci vediamo lì – ha detto Giulietti – e ci rivediamo sempre qui nella prossima udienza calendarizzata per il 23 maggio. Non molliamo”.


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