Da Milano a Rimini: le piazze dei diritti civili e dei diritti sociali

0 0

C’erano giornalisti in piazza della Scala a Milano sabato pomeriggio disperati: cercavano un bambino di una coppia omosessuale e zac, si trovavano di fronte un bambino di una coppia eterosessuale. E i due bambini erano perfettamente identici: con le guanciotte paffute, un po’ disturbati da quel chiasso, che cercavano rifugio fra le braccia dei genitori. Eh già, perché a quanto pare i bambini di coppie gay sono identici agli altri.

Come sempre più spesso accade, la società civileè più avanti della politica. Il signor Mario e il signor Giuseppe non vanno a vedere cosa fanno nella camera da letto la Ministra Roccella o il Ministro Salvini. E hanno tutto il diritto di chiedere reciprocità.

Semplificando un po’ la piazza di Milano ha detto questo ai politici: i nostri figli, le nostre figlie hanno gli stessi diritti dei loro coetanei e il governo Meloni glieli sta togliendo. Ovviamente la partita è più complessa, ci sono questioni burocratico-legali, c’è l’enorme problema della maternità “terza”, ci sono opinioni diverse sull’adozione, ma si possono affrontare questi temi con l’irruenza ideologica di questo governo? Elly Schlein, parlando da quel camion colorato che faceva da palco, ha detto no, e ha promesso il suo impegno per portare le ragioni di quella piazza in Parlamento. Probabilmente rinfrancato dai numeri – Piazza della Scala era piena – il sindaco di Milano Beppe Sala ha detto che attende un segnale dalla politica per riprendere a registrare i figli delle coppie omosessuali.

Era la sinistra del golfino in cachemire a manifestare? Sicuramente sì, c’era anche quella borghesia milanese che si mobilita per i diritti civili, ma pensare che l’amore fra due donne o il desiderio di paternità di una coppia di uomini sia appannaggio della sinistra della ZTL è una formula per allocchi. L’uno-due di questi giorni al Congresso della Cgil (prima Schlein e poi Meloni) si è rispecchiato nella piazza milanese: i diritti sociali e i diritti civili non sono in contrapposizione. Anche se non è facile convincere la maggioranza degli italiani.


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21