Dimmi cosa vedi tu da lì, di G.M. Brera

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“Come l’estinzione, la salvezza non può che essere collettiva”

E’ la cronaca intimista di un viaggio nell’anima, alla riscoperta di sé stesso, ma non solo, quello fatto da Guido Maria Brera con il suo ultimo libro: “Dimmi cosa vedi tu da lì”, edito da Solferino (192 pp – € 16,50), nelle librerie dal 7 Aprile.  Un viaggio a ritroso che ripercorre quarant’anni di vita: da quando l’Autore si aggirava tra le aule della Facoltà di Economia della Sapienza di Roma, alla creazione nel 1999 del Gruppo Kairos, sino ad arrivare alla cronaca dei nostri giorni. Un viaggio che è anche la fotografia di un Paese in affanno, con i suoi momenti di terrore (siamo al tempo delle Brigate rosse), le sue debolezze economiche, le sue speranze.

Ma è anche una lucida analisi socio-economica dei danni provocati dall’abbraccio da parte dei Paesi dell’occidente delle teorie iper liberiste ancorate ad una visione conservatrice dell’economia che affonda le sue radici nella “Scuola di Chicago”, di cui il Presidente USA Ronald Reagan ( in carica dal 20 gennaio 1981 al 20 gennaio 1989) e il Primo ministro del Regno Unito Margaret Thatcher (in carica dal 4 maggio 1979 al 28 novembre 1990) sono stati i massimi esponenti politici. L’occasione gli è offerta dalle conseguenze che la pandemia da Covid 19 ha prodotto a livello planetario: l’impensabile è accaduto! Un’altra era è forse alle porte! La globalizzazione, così come l’abbiamo conosciuta, è forse tramontata? Quale prospettiva, occasione, si affaccia, dunque, sullo scenario globale per rivedere la luce? E se fosse proprio la riscoperta delle teorie Keynesiane, così vituperate, ad offrire una via di uscita alle disuguaglianze e alle storture provocate negli ultimi quarant’anni da una globalizzazione insensata?

E’ così che l’autore inizia un viaggio spazio-tempo alla ricerca del fantasma dell’economista Federico Caffè, Keynesiano di ferro, la cui scomparsa, avvenuta il 15 aprile del 1987, è ancora oggi avvolta dal mistero, e da cui tutto sembra avere inizio. E così come Virgilio è la guida di Dante nel suo viaggio nell’oltretomba, armato della lezione degli antichi e della fede in Dio, sarà il fantasma di Caffè ad accompagnare l’Autore in questo viaggio alla ricerca delle possibili risposte alle domande del presente: “Un nuovo inizio ha bisogno di nuove teorie e di nuovi strumenti, che riconfigurino quelli vecchi comprendendo che i mezzi di produzione sono cambiati, il lavoro è cambiato e il suo rapporto con il capitale non risponde più alle esigenze di una società sana. Un nuovo inizio verrà dalla messa a punto di un nuovo sistema immunitario universale, in grado di proteggere l’umanità e il pianeta nella loro interezza, e che subordini la ragione economica a qualcosa di ben più importante. Perché, come l’estinzione, la salvezza non può che essere collettiva.”

Sullo sfondo, però, ci sono ancora loro, i paladini dell’ordine che tramano nell’ombra, sono i gattopardi di oggi, li chiamano Diavoli.

Quella che ci offre l’Autore con questo libro è una lettura agile, snella, che mescola il racconto personale al saggio divulgativo. 

Dimmi cosa vedi tu da lì è il primo libro della nuova collana NoNa (Non-fiction narrative): storie contemporanee, di Solferino, nata con l’intenzione di mescolare i generi, gli stili, i linguaggi.


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