Le borse realizzate dalle donne vittime di violenza “ispirate” dalla pelle delle bufale dell’agro pontino

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C’è una terra dove un animale docile contribuisce a tenere in piedi un’intera economia ma la sua pelle è rovinata, porta i segni della vita durissima e violenta che conduce, questo animale è la bufala dell’agro pontino, lo stesso territorio che ha preso spunto dalla pelle maltrattata delle bufale per realizzare un progetto di lotta alle violenze domestiche e di rinascita. E adesso tutto è raccontato in un straordinario documentario appena presentato in Senato. Si apre con l’immagine di un filo rosso srotolato tra le mani di donne che si sono rimesse in cammino dopo tanta violenza e lo hanno fatto mettendo in campo un’idea, un progetto, un’azienda figlia di questo territorio. Il documentario «Acrobate, l’Arte di rimettersi in cammino» della regista Gaia Capurso (MAGA Production) racconta tutto questo ed è stato presentato in anteprima nella Sala Caduti di Nassirya del Senato in un incontro cui hanno partecipato la Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, Valeria Valente, l’onorevole Maria Teresa Amici, l’assessora regionale per le pari opportunità Enrica Onorati, l’assessora comunale ai servizi sociali Patrizia Ciccarelli, la consigliera regionale Marta Bonafoni, la professoressa Elisabetta Camussi «reduce» dalla partecipazione al «Women 20», oltre alla regista. La storia raccontata dalla Capurso è fatta di molte scelte coraggiose, quelle delle donne in primis, che hanno creduto di poter costruire un’altra vita dopo le violenze domestiche da cui sono fuggite; e quella di tutti i comprimari di questa impresa, dal Centro Donna Lilith di Latina che da decenni si occupa di progetti contro la violenza, al Comune di Latina, alla Regione Lazio e al Dipartimento Pari Opportunità che ha premiato il progetto Ilma (Io lavoro per la mia autonomia) da cui è nato il laboratorio di pelletteria La.b che usa la pelle graffiata delle bufale pontine per creare le borse simbolo contro la violenza di genere. Il progetto è nato nel 2017 per l’inclusione lavorativa delle donne vittima di violenza; il documentario è venuto dopo, le riprese sono iniziate nel 2019 e hanno dato vita ad un racconto corale delle donne che progressivamente si trasformano proprio come le loro creazioni. Dalla pelle percossa nasce un mondo diverso e possibile, così come dalla pelle segnata delle bufale dell’agro pontino si producono borse belle, forti, ormai distanti dal dolore.
(Nella foto le borse di La.b.)


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