Dopo la chiusura, la storica rivista MicroMega rinasce con il contributo dei lettori

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Una grande storia di giornalismo che rischiava di scomparire per sempre e con essa  una rivista che per oltre trent’anni è stata un punto di riferimento della sinistra e del pensiero critico, illuminista, profondamente laico. La nuova proprietà di Gedi, azionisti di riferimento la famiglia Agnelli-Elkann, che ha già provocato la fuga da La Repubblica a firma Molinari-Elkann di firme storiche come Gad Lerner, Bernardo Valli, Alessandro Gilioli o Roberto Saviano, ha deciso di chiudere la pubblicazione di MicroMega con il 31 dicembre del 2020, “in previsione della propria pianificazione industriale ed editoriale”. Micromega, che muoveva i primi passi nel lontano 1986 grazie al politologo e filosofo Paolo Flores d’Arcais, in tutti questi anni è sempre stata al servizio delle grandi battaglie civili, un vero e proprio laboratorio di idee per una sinistra illuminata ed illuminista che ha partecipato attivamente al dibattito politico italiano fornendo chiavi di lettura ed analisi preziose grazie anche alle grandi firme che vi hanno scritto (pensiamo a Rodotà, Dario Fo, Antonio Tabucchi etc.)

Di fronte pero’ alla prospettiva unilaterale di chiusura (attraverso poche e scarne righe: “Gentili Signori, vi informiamo che dalla data del 1º gennaio 2021, Gedi Gruppo Editoriale S.P.A. cesserà la pubblicazione del periodico MicromegaCordiali saluti” ) il direttore Paolo Flores d’Arcais ha deciso con caparbia e coraggio di mantenere viva la rivista fondando la “MicroMega edizioni impresa sociale s.r.l.”, che pubblicherà la rivista bimestrale ed ugualmente un sito di informazione quotidiana con articoli, analisi, reportage, video, podcast esclusivi e saggi dall’archivio storico della rivista.
“Non potevo certo rassegnarmi che la storia più che trentennale di MicroMega finisse qui – scrive Paolo Flores d’Arcais – non volevo accettare che il panorama culturale italiano perdesse – bando all’ipocrisia delle false modestie – una delle sue voci più autorevoli. Negli anni a venire ci sarà sempre più bisogno di un impegno intellettuale e politico per “giustizia e libertà”, e di pensiero critico, spirito illuminista, intransigenza laica”.
Il gruppo Gedi ha accettato di continuare ad essere il fornitore tipografico della rivista, curando anche distribuzione e abbonamenti a costi contenuti per almeno tutto il 2021. “Ma dovremo farcela da soli – spiega il direttore – diventando editori a partire da zero, con enormi difficoltà che stiamo già sperimentando ogni giorno (anche per il venire meno di economie di scala)”. La nuova vita  di MicroMega inizia da qui dunque, ovvero dai lettori, seguendo l’esempio di altri importanti siti d’informazione su scala europea che si mantengono esclusivamente con il contributo dei lettori (pensiamo a Mediapart in Francia o ad infoLibre in Spagna) e continuando a fornire giornalismo di qualità in un panorama di democrazia pluralistica.
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