Chiusura Klubradio, la Ue scrive al governo ungherese: “Rispettare i diritti fondamentali”

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La Commissione chiede che le frequenze sospese «con motivazioni giuridiche molto discutibili» da Budapest «possano continuare a essere utilizzate» evitando «danni irreparabili» alla proprietà dell’emittente, che intanto continua a trasmettere via web.

L’Unione europea ha chiesto all’Ungheria di consentire a Klubradio di continuare a trasmettere. Lo ha detto un portavoce dell’Esecutivo Ue. «Quando l’Ungheria applica le norme europee sulle frequenze dovrebbe rispettare la carta dei diritti fondamentali, che includono la libertà di espressione, informazione e di impresa», ha detto Christian Wigand durante il briefing con la stampa a Bruxelles.

Nella missiva la Commissione ha chiesto che le frequenze sospese «con motivazioni giuridiche molto discutibili» da Budapest, «possano continuare a essere utilizzate» evitando «danni irreparabili al padrone delle frequenze».

Klubradio, una delle ultime voci indipendente dell’Ungheria, ha chiuso le trasmissioni a mezzanotte di domenica 14 febbraio, dopo il ritiro della licenza. Ma Andras Arato, direttore e proprietario dell’emittente, non si è dato per vinto e ha iniziato a trasmettere sulla piattaforma internet della radio.

Mezz’ora dopo la chiusura delle trasmissioni sulla frequenza analogica è stato inviato un messaggio sul gruppo Facebook creato per l’occasione: il lavoro continua, non è la fine ma solo un cambiamento.

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