Salvatore Borsellino: la Rai di ‘Report’ continui a scavare a fondo

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“Io spero che la Rai di ‘Report’, trasmissione del servizio pubblico, continui a scavare nella ricerca di notizie sull’Agenda Rossa di mio fratello Paolo e sulle vicende legate alla Trattativa Stato-mafia. E spero anche che, viste le cose sostenute nel corso della trasmissione di Rai3 e considerando che in Italia c’è l’obbligatorietà dell’azione penale, qualche pm prenda in mano queste notizie e avvii opportune indagini”. A dirlo all’Adnkronos è Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo.

“Ad esempio -prosegue il fondatore del movimento Agende Rosse- sul fatto che il ‘gelataio’ Salvatore Baiardo, ex braccio destro dei fratelli Graviano, abbia detto fuori onda al giornalista Paolo Mondani che lui ha i nomi di chi ha le copie dell’agenda. Un’affermazione che può essere esplicitata davanti a un magistrato. E spero anche che a questa puntata di ‘Report’, che ha riscosso successo e interesse da parte del pubblico, seguano altri approfondimenti di una materia molto complessa, per la quale non sono bastate le due ore del programma per essere spiegata a chi magari non ne ha mai sentito parlare.

“La trasmissione è stata coraggiosa -sottolinea Borsellino- rappresentando un elemento di rottura, perché ha toccato molti nervi scoperti e vicende che da anni vengono occultate. Oggi non si fanno più attentati sanguinari, ma depistaggi e azioni di dossieraggio per distruggere le persone. In questo difficile panorama, la stampa a volte non si esprime a sufficienza e spesso non riesce a esprimersi affatto perché non può. ‘Report’ ha gettato un sasso nello stagno dell’informazione, che ha cominciato a creare delle onde, che auspico si facciano sempre più grandi, coinvolgendo così tutti coloro che sono interessati a conoscere i fatti riguardanti non solo le stragi del ’92 e ’93, che hanno colpito a morte la mia famiglia e la Repubblica italiana, ma anche quelle dei periodi precedenti, che sono parte delle pagine più buie della storia italiana”

“Se in un primo tempo, ho criticato il programma -ricorda ancora Borsellino- è stato perché si è iniziato a parlare di ‘presunta Trattativa’, benché ci sia una sentenza di primo grado che ne comprova l’esistenza -in quanto ‘attentato a corpo politico dello Stato- oltre a quelle sul boss Francesco Tagliavia relativa alla strage di Firenze”.

“A caldo ho manifestato anche riserve sul fatto che si definisse ‘agendina’ quella che ritengo un’importantissima documentazione sottratta dalla macchina di mio fratello Paolo e sul fatto che fosse in mano ai mafiosi, in quanto finora ero sicuro che fosse stata presa dai servizi segreti. Poi però ho riflettuto: una cosa non esclude l’altra e la realtà può superare ogni ipotesi”.

“Quell’agenda -conclude quindi Borsellino- se è vero che è stata presa dai servizi può darsi che in seguito sia stata consegnata alla mafia o che la mafia abbia preteso che le venisse consegnata in ‘pegno’, proprio per la conclusione trattativa e il mantenimento dei patti stipulati. Un’arma di ricatto, insomma. Quello che sembra impossibile potrebbe essere una evenienza da non scartare. Tutti elementi da sviluppare in seguito, se un seguito ci sarà. Me lo auguro vivamente”.


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