Antifascismo vecchio e nuovo. Per una nuova alleanza. Il giusto appello dell’Anpi

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Con l’adesione di Articolo21 è stato varato un felice appello promosso dall’Associazione nazionale partigiani, volto a proporre una vasta alleanza democratica: fondata sulla persona, il lavoro e la socialità.

Si fa cenno, sia pure in modo assai sintetico, al tema dell’informazione come uno dei terreni sui quali è doveroso oggi lavorare. La pandemia può sfociare, infatti, in esiti persino opposti. Da una parte, il rischio è che si delinei un’ulteriore spinta verso individualismi sfrenati e corporativi, sulla scorta di mai sopite culture liberiste confluite nell’incrocio odierno tra populismi e tecnocrazie. Dall’altra, però, si può immaginare che il virus ci costringa a ripensare desueti e iniqui modelli di sviluppo, rilanciando il valore della sfera pubblica e dei beni comuni contro la dittatura mercati- sta.

Sul confine di simile linea d’ombra sta la soggettività matura e consapevole di un largo movimento dei movimenti, di un mosaico di partiti e associazioni uniti da una medesima tensione morale.

Bene fa l’Anpi a riaggiornarsi come compiuto e unitario luogo di riferimento democratico, nel momento in cui gli antichi fascismi si travestono indossando gli abiti di nazionalismi securetari, o –persino- di inediti razzismi.

Si è visto e si vede tutto questo nei respingimenti di coloro che cercano di migrare da territori di guerra e di fame, nel trattamento iniquo riservato a quanti sono considerati diversi e non omologati.

Ma ciò non avviene solo in aree di arretratezza, bensì pure nel cuore degli Stati Uniti, considerati questi ultimi la culla delle istituzioni liberali. Attorno  all’ex Presidente Trump si è coagulato un mondo di violenza e di intemperanza come quasi mai era successo, dai tempi della guerra di secessione.  Le scene di caccia attorno a Capitol Hill sono e rimarranno frammenti di una svolta nella configurazione degli assetti globali. Forse, le antiche blasonate certezze sono esauste, mentre il nuovo non  si appalesa. Ed è proprio in tale transizione che emergono mostri e fantasmi, come ci ha detto Antonio Gramsci.

Perciò la Resistenza è un obbligo etico, oltre che politico.

Articolo21 intende contribuire alla gestione dell’appello sottoscritto sottolineando gli aspetti cruciali del diritto alla e della comunicazione. Dalla riforma del sistema e della Rai, alla regolazione non censoria dei social, alla normativa sul conflitto di interessi, alla cancellazione del carcere per i giornalisti, al contrasto delle querele temerarie contro ogni bavaglio, al riassetto dell’editoria a cominciare dalla tutela dinamica del fondo per il pluralismo. In un contesto in cui, tra l’altro, il precariato e la disoccupazione avanzano, ivi compreso lo schiavismo intellettuale. Né il digitale – senza una chiara visione inclusiva- è un’ancora di salvezza. E mentre l’istituto di previdenza rischia il collasso.

Ci auguriamo che attorno a tali questioni si metta in moto una mobilitazione forte e incisiva delle coscienze. E’ la premessa per ogni discorso. Grandi e piccoli fascismi volteggiano nel cielo opaco della crisi, sotto la formula ambigua della post-democrazia.