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Napoli. Quella “strana” alleanza tra fascismo e camorra

 

Se fascisti e camorristi volevano intimidire i giornalisti, aggredendo a Napoli la troupe di Sky e gli altri colleghi impegnati a dar conto delle proteste scatenatesi davanti alla Regione Campania, ieri sera, hanno fatto male i loro conti.

Perché la risposta è arrivata dopo poche ore, con chi ha subito violenze e minacce da parte di fazioni organizzate che ha già potuto mettersi in contato con il presidente della FNSI Beppe Giulietti, con il coordinatore del Comitato cronisti minacciati nato in seno alla Commissione parlamentare antimafia on. Walter Verini, con l’avvocato Vasaturo che si è messo immediatamente a disposizione per fornire tutta l’assistenza legale possibile, con i colleghi di Articolo Ventuno di tutti i coordinamenti regionali dal Nord al Sud.

Giulietti ha esortato all’unità della categoria, perché non si possa pensare che – in casi come questi – debba essere il singolo cronista a farsi carico di tutto il fardello conseguente alle minacce, alle intimidazioni e alle percosse. Serve e deve arrivare un’azione corale, coordinata e unitaria di tutti i giornalisti e le giornaliste d’Italia che si riconoscono nella Costituzione anti-fascista e anti-razzista. «Ci sono nei filmati dei colleghi i volti delle persone che hanno compiuto quei veri e propri reati – ha detto il Presidente FNSI – che si intervenga, perché quello che è stato compiuto va esattamente contro a quanto è indicato nella Costituzione».

Walter Verini ha esortato a fare attenzione alle difficoltà sociali legate al Covid, con la criminalità organizzata che è pronta a scendere in campo per fare incetta di aziende ed esercizi commerciali; ha garantito il massimo impegno da parte della Commissione parlamentare antimafia per acquisire il materiale che si renderà utile per dare un nome e un cognome agli aggressori.

Unanime la presa di posizione da parte dei rappresentanti delle istituzioni: «Ieri sera a Napoli, nell’irrazionalità ingenua di tante persone evidentemente inconsapevoli di quanto stavano facendo, c’era anche una sapiente regia – ha scritto il Presidente della Commissione antimafia Nicola Morra sul suo profilo Facebook – . Accertata la presenza reale di uomini dei clan della Pignasecca, del Pallonetto e dei Quartieri Spagnoli, pur non essendoci fisicamente, c’erano anche con le loro “fesserie” tutti coloro che hanno sempre e soltanto ostentato sprezzo per le evidenze che la realtà ci ha offerto in tutti questi mesi».

L’ANSA ha riportato le parole della Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, la quale ha spiegato che a Napoli si sono verificati «attacchi preordinati», atti di violenza «organizzati, inaccettabili e da condannare», ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che ha definito i fatti accaduti a Napoli «veri e propri episodi di guerriglia urbana».

Proprio mentre i giornalisti napoletani aggrediti ieri sera raccontavano ai colleghi collegati da tutta Italia quanto avevano subito, si moltiplicavano condanne per quanto accaduto nel centro della città partenopea. «Davanti alla violenza non ci sono scuse, nulla di tutto ciò è accettabile. Un Paese civile non può accettare episodi come quelli visti ieri a Napoli. Nessuno può permettersi di aggredire donne e uomini delle nostre forze dell’ordine. Davanti alla violenza non ci sono scuse, nulla di tutto ciò è accettabile» ha dichiarato Luigi Di Maio.

Senza mezzi termini le parole del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: «Accertata la presenza di uomini dei clan». Il primo cittadino partenopeo ha ammonito in relazione al possibile «rischio concreto del contagio criminale e dell’infiltrazione di frange violente e anche criminali che potessero strumentalizzare un forte e crescente disagio sociale».

Il Presidente della Camera Roberto Fico ha parlato di vera e propria «guerriglia criminale».

La giornalista ed Europarlamentare Sabrina Pignedoli critica apertamente l’accaduto: «Dopo che sui social sono stati lanciati appelli alla ribellione (incivile), carabinieri, poliziotti e giornalisti di SkyTg24 sono stati aggrediti da persone ben organizzate che volevano il caos, con lancio di pietre e petardi contro il palazzo della Regione. Tante persone erano senza mascherina. Un poliziotto è stato ferito e la Digos ha arrestato due persone note per spaccio di droga, che si trovavano tra i manifestanti. Ieri in Italia ci sono stati quasi 20 mila nuovi contagi. Con chi se la prendono? A protestare sono solo onesti commercianti? Tutti unanimemente, condannano la violenza; che si inserisce in una forma di protesta – pur sempre legittima – ma che deve fare in modo da non essere inquinata e strumentalizzata da gruppi che si muovono fuori dalla Costituzione (i fascisti) e dalla legge (la camorra)».

Secondo RomaToday, per questa sera alle 23, Forza Nuova avrebbe invitato a un ritrovo nella Capitale: «Alle 23 tutti in piazza del Popolo, a Roma, per protestare contro la dittatura sanitaria e il coprifuoco. Partite Iva, commercianti, patrioti, gruppi popolari spontanei saranno stasera tutti uniti in piazza del Popolo contro Dpcm, coprifuoco e lockdown e ci saremo anche noi, da mesi a fianco dei romani e degli italiani contro la narrazione criminale e terroristica del Covid che, con un’emergenza infinita, sta affamando il nostro popolo tenendolo alla catena», avrebbe annunciato Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova. «Se ne facciano una ragione giornalisti, politicanti e benpensanti vari – continua Castellino – la rivolta è tricolore, il popolo è unito oltre gli schemi imposti dal regime, il veleno ideologico e il finto scontro destra/sinistra; l’unità popolare garantisce che nel futuro non può che esserci la vittoria». Per la Questura romana, la manifestazione non è autorizzata.

Portavoce Articolo21 Emilia Romagna

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