Proteste in Bielorussia: la leader Maria Kolesnikova, rischia fino a 5 anni di carcere

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Il Comitato investigativo bielorusso ha annunciato che la leader del Consiglio di Coordinamento dell’opposizione Maria Kolesnikova è stata incriminata di “invocare azioni che minacciano la sicurezza nazionale”. Accusata ai sensi dell’art. 361 del Codice penale, potrebbe ora affrontare da 2 a 5 anni di carcere

La Kolesnikova è attualmente in prigione a Minsk dopo essere stata arresta ed aver strappato il suo passaporto davanti agli agenti della polizia per impedire la sua espulsione in Ukraina.

Maria é l’unica delle tre leader dell’opposizione che é rimasta in Bielorussia mentre le altre due Veronika Tsepkalo e la candidata alla presidenza Svetlana Tikhanovskaya avevano lasciato la Bielorussia subito dopo le elezioni presidenziali.

Maria era stata vista l’ultima volta nel centro di Minsk, quando venne prelevata da uomini incappucciati e portata via su di un van.

Solo il giorno dopo la notizia del suo arresto e si scoprirá che agenti avrebbero cercato di trasferirla al confine con l’Ukraina insieme agli altri due membri dell’opposizione Ivan Kravtsov e Anton Rodnenkov.

La condanna alla Kolesnikova arriva a pochi giorni dall’incontro, avvenuto a Sochi lo scorso 14 settembre, tra l’attuale presidente Aljaksandr Lukashenko accusato di aver truccato la sua rielezione e il Presidente della Russia Vladimir Putin.

A differenza di molti stati europei la Russia ha riconosciuto da subito valide le elezioni dello scorso 8 agosto in Bielorussia, nel quale secondo i dati governativi, circa l’80% della popolazione avrebbe votato per la rielezione del Pesidente al potere ormai da 26 anni.

Il Presidente Russo ha annunciato un prestito di 1,5 miliardi di dollari alla Bielorussia e la totale disponibilitá di intervento militare qualora ce ne fosse bisogno.

Le proteste nel paese dell’Est Europa continuano da settimane e solo nell’ultima domenica, secondo i numeri resi noti dal Ministero dell’interno bielorusso, sono stati arrestati oltre 774 manifestanti.

La leader dell’opposizione Svetlana Tikhanovskaya che al momento si trova in esilio volontario in Lituania ha dichiarato che sta preparando insieme al suo gruppo una lista di sanzioni contro la repressione nel suo paese chiedendo il rilascio immediato dei prigionieri politici.

Secondo quanto riporta la testata russa Current Time, la Tikhanovskaya, in un’intervista al giornale ucraino “Sponda Sinistra” ha promesso di fornire a Lukashenko, “garanzie di sicurezza, se lascerà pacificamente il potere nel Paese. Si può discutere di tutto. Naturalmente, se lascia il potere in modo pacifico, umanamente, allora c’è una tale possibilità”, ha detto.

Nel frattempo, il presidente bielorusso, ha privato dei loro ranghi diplomatici gli ex ambasciatori in Francia e Slovacchia, Pavel Latushko e Igor Leshchenko, dopo che i due hanno sostenuto le proteste antigovernative.

Ha inoltre licenziato Vasily Markovich come ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica di Bielorussia presso la Repubblica di Lettonia e lo ha privato del rango diplomatico “per lo svolgimento improprio dei doveri ufficiali”, come dichiarato dall’ufficio stampa presidenziale in una nota.

Quella in Bielorussia é una storia ancora tutta da scrivere nel quale si attendono quanto prima anche chiari segni decisionali da parte dell’Italia e di tutta l’Unione Europea.