Sei qui:  / Articoli / Informazione / Caso Daphne Caruana Galizia. Le minacce di Gafà a Nello Scavo

Caso Daphne Caruana Galizia. Le minacce di Gafà a Nello Scavo

 

Nelle scorse settimane il ministero degli Affari Esteri de La Valletta ha chiesto alla Polizia di indagare l’ex funzionario della presidenza del consiglio maltese, Neville Gafà, con l’accusa di avere minacciato il giornalista di “Avvenire” Nello Scavo. Giovedì scorso, ha rivelato la testata maltese Newsbbok, Gafà è stato interrogato dal Dipartimento investigativo della polizia.

In risposta a un tweet di Scavo, Gafà aveva scritto: “Fermate i vostri affari sporchi. Se no, vi fermeremo noi”. Un commento rivolto anche alle organizzazioni umanitarie Alarm Phone e Mediterranea Saving Humans. Quando Scavo ha domandato a Gafà a chi si riferisse con quel “noi”, questi non ha risposto.

Dopo la notizia che ha svelato l’incontro al Cara di Mineo tra il trafficante “Bija” e una delegazione del governo italiano per limitare le partenze dal Paese nordafricano (avvenuto nell’ottobre 2019), “Avvenire” ha pubblicato una serie di altre inchieste sugli sbarchi dei migranti, che coinvolgono Malta. Si tratta del mancato soccorso a una nave naufragata, la cosiddetta “Strage di Pasquetta”, del coinvolgimento del governo dell’isola in una strategia di respingimenti illegali dei barconi, utilizzando anche pescherecci, insieme alla guardia costiera libica e, infine, del traffico di petrolio dalla Libia in accordo con la criminalità libica, faccendieri maltesi e mafia siciliana.

Il 17 luglio la questione è stata portata in Parlamento durante il “question time” dalla parlamentare del Movimento 5 Stelle, Alessandra Ermellino. In quella circostanza la presidenza del Consiglio aveva risposto con una lunga nota, confermando di avere interessato Malta e riconfermando la tutela per il giornalista di Avvenire e per Nancy Porsia, la freelance minacciata anch’essa dal libico Bija.

Gafà nelle ultime settimane ha rivendicato il suo ruolo nelle operazioni di respingimento dei migranti sulla base di un accordo riservato tra Tripoli e Malta negoziato proprio da Gafà nel 2017. A gennaio di quest’anno il nuovo premier, Robert Abela, ha licenziato Gafà a cui però Malta si è rivolta proprio in occasione della strage di Pasquetta per “facilitare” il respingimento dei superstiti direttamente in LIbia.

Commentando le minacce a Nello Scavo, il giornalista maltese Manuel Delia, blogger e columnist del “Times of Malta”, ha ricordato in un approfondimento per “Articolo 21” che “Neville Gafà si era anche dichiarato nemico di Daphne Caruana Galizia, la giornalista assassinata da un’autobomba a Malta il 16 ottobre 2017. Il giorno prima di essere uccisa, Neville Gafà aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook le ultime foto di Daphne quando era viva, in cui – ricorda Delia – si vedeva qualcuno che infastidiva  la giornalista mentre faceva shopping in un Garden Center.  Era stato solo l’ultimo episodio di una campagna permanente di molestie aizzata proprio da Gafà e altri per incoraggiare le persone a scattare foto di Daphne in contesti privati per impedirle di avere una vita normale”.

Nello Scavo e Avvenire sono assistiti nel procedimento a Malta dall’avvocato Giulio Vasaturo. Alla vicenda si stanno interessando attivamente anche le principali organizzazioni per la difesa dell’informazione e la tutela dei giornalisti.

La nota della Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Caro Nello,

Ti confermiamo non solo la nostra solidarietà, ma anche l’intenzione di essere parte civile nel processo.
Restiamo a tua disposizione per qualsiasi ulteriore iniziativa e anche per promuovere una nostra presenza a Malta a unire la nostra voce a chi, ogni, giorno, da mesi e mesi, reclama verità e giustizia per Daphne Caruana Galizia.

Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti, segretario e presidente Fnsi

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con (*).

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.