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Verità e giustizia per Mario Paciolla, manifestazione a Napoli

 

Continuano gli appelli in Italia e nel mondo per chiedere #giustiziapermariopaciolla. Nella serata di oggi (giovedì 30 luglio) alle ore 21.30 nella Villa Comunale di Napoli nei pressi della Casina Pompeiana, Mario Paciolla, il valoroso napoletano di 33 anni impegnato come osservatore dell’Onu a San Vicente del Caguàn e trovato morto a casa sua il 15 luglio scorso per un apparente suicidio dai contorni tuttavia molto sospetti, verrà ricordato pubblicamente. “Sarà l’occasione – scrivono gli organizzatori nella pagina social legata all’evento – per chiedere giustizia e dare l’ultimo saluto ad un figlio di Napoli”. Nel rispetto delle norme anti-Covid e data la limitata capienza, verranno raccolti i nominativi che consentiranno l’accesso all’area delimitata. Per registrarsi bisogna compilare il modulo attraverso il link , riportato nei dettagli dell’evento https://drive.google.com/…/1ZkaU99twUrLog-hdsaiR5GiAB…/view…

Lavorare per giungere rapidamente alla piena verità sulla morte di Mario Paciolla: lo ha chiesto il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, secondo quanto si apprende, alla sua omologa colombiana, Claudia Blum Capurro De Barberi, durante una telefonata svoltasi ieri. Nel corso del colloquio, Di Maio ha fatto presente la “vivissima aspettativa” del governo italiano che le indagini svolte dalle Autorità della Colombia sulla morte di Paciolla facciano in tempi brevi piena luce sulle cause del decesso. A questo proposito, “è fondamentale che gli organi investigativi e giudiziari colombiani assicurino piena ed effettiva collaborazione alle loro controparti italiane”. Dal canto suo la ministra colombiana ha assicurato assoluta trasparenza nelle indagini sulla morte di Paciolla, nonché totale cooperazione da parte degli investigatori e dei giudici colombiani verso quelli italiani.

“Mario è figlio della nostra terra, forse per questo il suo percorso personale e professionale l’ha portato ad appassionarsi alle questioni legate alle ingiustizie – ha dichiarato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris nei giorni scorsi, che ha fatto visita alla famiglia di Paciolla in un incontro riservato e a porte chiuse, con la madre, il padre, le sorelle e le cugine del giovane napoletano per oltre un’ora-  soprattutto quelle perpetrate ai danni delle comunità rurali nei paesi del Sud del mondo, a raccontare le sorti delle popolazioni schiacciate dalle contraddizioni e dagli effetti nefasti dei sistemi economici vigenti, scoprendo l’esigenza di un mondo più equo e cercando, attraverso la sua passione per il giornalismo impegnato e di inchiesta, di dare voce alle persone emarginate e isolate dai sistemi di repressione e sfruttamento che, come lesioni proteiformi, divorano le vite e i diritti fondamentali delle e degli invisibili.

Brillante viaggiatore, cosmopolita, mente lucida, aveva messo a disposizione del mondo non solo il suo bagaglio culturale quanto una genuina attitudine a “sporcarsi le mani” in una terra inquinata dalle prevaricazioni, affinché un nuovo raccolto fosse possibile in questo tempo di sfrenato edonismo e distanziamento sociale. Aveva raccontato recentemente alla madre di “sentirsi sporco” per qualcosa che aveva scoperto o intuito durante l’ultima missione e sentiva il bisogno di venirsi “a bagnare nelle acque di Napoli” per riconnettersi con se stesso.

“Come Istituzione – ha continuato de Magistris –  non possiamo che stringerci attorno alla sua famiglia, cui va sicuramente tutto il nostro supporto per ottenere verità e giustizia, un impegno che prendiamo per onorare la sua memoria e la sua vita, spesa per la costruzione di una realtà più giusta e inclusiva”.

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