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Casa Internazionale delle Donne, dall’amministrazione Raggi proposte irricevibili!

 

Dopo l’incontro del 13 febbraio in cui si era finalmente aperta la trattativa, su nostra sollecitazione si è svolto oggi l’incontro tra la Casa Internazionale delle donne e l’assessora Vivarelli, che ha contestato la nostra proposta di transazione e tutta la documentazione relativa alla valutazione economica dei servizi, a scomputo del debito.
L’assessora ha inoltre comunicato che il debito, nonostante dall’agosto 2018 sia stata revocata la convenzione, è stato aggiornato e ammonta a circa 1 milione di euro.
Mentre abbiamo ribadito tutti gli argomenti a sostegno della nostra proposta, che non è solo economica ma politica, l’assessora ha proceduto come se nulla fosse successo. Non ha neppure accettato la nostra proposta di aprire un Tavolo congiunto con la Regione per utilizzare gli indicatori regionali per la rivalutazione economica dei servizi.
Abbiamo sottolineato, inoltre, che anche per la Casa, come per tutte le realtà sociali, l’emergenza Covid ha determinato un ulteriore grave danno economico e che la Casa ha continuato ad autofinanziarsi per garantire i servizi per le donne e per la città pagando utenze, manutenzione straordinaria e quota del canone di affitto.
Abbiamo ricordato che il Consiglio comunale ha votato all’unanimità la mozione contro il patto di stabilità, promuovendo il valore dei beni comuni, mentre l’assessora ha proposto di rateizzare il nostro debito, in tre anni, in coerenza con quanto previsto dalla “norma transitoria” della bozza di regolamento sui beni immobili non disponibili, fortemente contestata dalla Casa insieme a tutto l’associazionismo.
Richiedere la rateizzazione è indecente e inaccettabile!
Oggi, dopo mesi di attesa di una risposta positiva alla nostra proposta, soprattutto dopo la devastazione che l’emergenza Covid ha prodotto nel tessuto sociale e ha terribilmente colpito la vita delle donne, è assolutamente inaccettabile abdicare a una scelta politica in favore di una fasulla legalità, in nome di una vocazione esattoriale.
Consideriamo responsabile di tutto questo la Giunta e in particolare la Sindaca Raggi.
Altro che “Le donne unite fanno la differenza!” Oggi la sindaca è contro le donne, è responsabile di questa provocazione e di questo attacco esplicito alla vita e all’autonomia della Casa delle donne, in una prospettiva di ingannevole sussidiarietà e di bandi.
La Casa ha una storia, è un luogo simbolico del femminismo ed è dentro alla migliore storia democratica della città. Alla città e a tutte le donne ci rivolgeremo per difenderla!!!

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