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Le mascherine non arrivano, ma i bavagli sì

 
“Le mascherine non arrivano, ma i bavagli sì. Non potevo crederci, ma è tutto vero. Due sere fa un amico infermiere mi ha girato un link nel quale si denunciava il silenziatore imposto alle aziende sanitarie lombarde e ai suoi operatori da parte dell’assessorato al Welfare. Gallera, quando eravamo solo all’inizio di questa tragedia, mette nero su bianco che “non sono consentite interviste ed interventi delle direzioni strategiche dei medici e degli operatori sanitari se non preventivamente autorizzati. Sarà possibile solo la diffusione di eventuali comunicati stampa concordati con la Regione Lombardia”.
Lo denuncia la #GazzettadiMantova, il #Giorno e il sindacato degli infermieri #Nursind che lancia la campagna “Vogliamo mascherine, non bavagli”.
Un diktat vergognoso e preoccupante che limita il lavoro dei colleghi e il diritto all’informazione di tutti i cittadini. L’ordine dei giornalisti della Lombardia non ha ancora ritenuto di dover intervenire, mi unisco all’appello degli infermieri confidando che l’ordine nazionale, l’Fnsi e Articolo Ventuno vogliano prendere posizione su questa notizia che è passata pericolosamente inosservata.”

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