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Il rosario in un contenitore televisivo e il fine profondo del culto mariano

 

L’altra sera una nota conduttrice televisiva, in collegamento con un noto politico, ci ha messo a parte di una sua attività privata extra-lavorativa: “Ogni sera- ha detto- faccio il rosario”.

Indubbiamente anche i rosari vanno fatti, vanno confezionati. E’ un lavoro essenziale, indispensabile soprattutto per i tanti che vogliono recitarlo, il rosario. Ma se chi fa per lavoro il conduttore televisivo ogni sera poi fa il rosario, allora sta svolgendo una seconda attività lavorativa, probabilmente retribuita, visto che lo fa ogni sera. Ok, nessun problema, anzi una bella novità. La conduttrice ha giustamente aggiunto di “non vergognarsene”; ha ragione, ogni secondo lavoro, soprattutto se recupera il valore del lavoro artigianale, è nobile.

Ma aggiungere che si va fieri di questo non l’ho capito bene. Andare fieri del lavoro manuale va bene, certo, ma non vorrei che quella fierezza dipendesse dall’importanza del manufatto. Lei fa rosari… Ma nobile non è il manufatto in sé, bensì l’uso che se ne fa, il fine per il quale usato. E qui vale la pena di capirlo a fondo questo uso. Il culto mariano infatti è importante. La preghiera mariana per eccellenza la recita proprio Maria, nel Vangelo di Luca: “ L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.  Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre.”

In questi tempi, di esodi impressionanti e di virus apocalittici, ricolmare di bene gli affamati, rimandare i ricchi a mani vuote, presentare la misericordia ai superbi è importantissimo.

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