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Intimidazione al Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra

 

Le carcasse di due gatti sgozzati sono state trovate sotto l’abitazione del senatore Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, a Cosenza. A rivelarlo è un articolo apparso sul quotidiano “La Gazzetta del Sud”. Sono stati gli uomini della scorta del parlamentare a fare la macabra scoperta. Gli agenti che si occupano della sua sicurezza hanno poi hanno inviato una relazione di servizio agli organi competenti. Viene esclusa al momento, sempre secondo quanto scrive il giornale, l’ipotesi di un’intimidazione. Il caso è comunque seguito sia dalla Digos che della Questura de capoluogo calabrese, si stanno effettuando tutti gli accertamenti richiesti da un caso così delicato. Morra spesso nei fine settimana in cui è libero da qualsiasi impegno istituzionale raggiunge la propria famiglia nella città d’origine e non è difficile incontrarlo sul corso principale. Lo stesso Morra, però, in una dichiarazione all’agenzia Ansa ha cercato di ridimensionare l’accaduto. 

 “Sui due gatti morti trovati sotto la mia abitazione a Cosenza, sta lavorando la Digos locale, ma non credo assolutamente che l’episodio in questione sia riferibile a me –  ha dichiarato – ritengo, al contrario – aggiunge – che si debba prestare attenzione alla vicenda relativa alla rimodulazione del livello di protezione assegnato ai due magistrati che collaborano a tempo pieno con la Commissione antimafia”.   I due magistrati cui fa riferimento Morra sono il Procuratore della Repubblica aggiunto di Cosenza Marisa Manzini ed il Pm della Procura della Repubblica di Palermo Roberto Tartaglia, che hanno rappresentato entrambi la pubblica accusa in importanti processi di criminalità organizzata, e minacciati più volte dalla criminalità organizzata.

Nonostante le rassicuranti dichiarazioni del Presidente Morra sono in tanti, primi fra tutti parlamentari ed associazioni antimafia, che oltre ad esprimere solidarietà chiedono che comunque sia fatta piena luce sull’accaduto.  

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